Una settimana a parlare di Lautaro e Lukaku, del tandem offensivo, della coppia che avrebbe riportato in auge le velleità iridate dell'Inter.
La realtà che ci restituisce il campionato è un'altra: LuLa, almeno fino a questo momento, lasciamolo alla guida del Brasile.
Il vero uomo decisivo dell'Inter si chiama Edin Dzeko, ha quasi 37 anni e di professione sa fare goal. Con un colpo di testa che è un capolavoro di posizionamento e tecnica, il bosniaco ha inflitto il primo ko stagionale al Napoli, riaprendo la corsa Scudetto e scrollando di dosso da Inzaghi la polvere di una stagione quantomeno altalenante.
Uno sgarbo al suo ex allenatore Luciano Spalletti, conosciuto ai tempi della Roma e con il quale il rapporto è stato sempre sulle montagne russe.
"Bottiglione" lo definì il tecnico al suo arrivo nella Capitale, salvo poi trasformarlo in una macchina da 39 goal in una sola stagione.
Dzeko ha messo in chiaro da subito una cosa: anche nel 2023 saranno gli altri a doversi giocare una maglia da titolare per completare l'attacco. Non certo lui, che a Milano sta scoprendo una seconda - forse anche terza - giovinezza.
A segno da 17 stagioni consecutive (la prima nel 2007), da quando è arrivato in nerazzurro Edin ha realizzato 20 goal in campionato. Tutti dopo i 35 anni. Nessuno come lui nella storia del club.
In questa stagione ha superato anche quota 100 goal in Serie A (di cui 85 con la Roma) e continua a rappresentare il punto di riferimento ideale per Simone Inzaghi.
Edin lo sa, ma non per questo si pone al di sopra dei compagni di squadra.
"I grandi giocatori possono sempre giocare insieme. Non siamo al massimo, ma piano piano arriviamo lì".
Un rendimento che non può lasciare indifferente la proprietà nerazzurra. Il contratto del bosniaco è in scadenza a giugno e la volontà di Dzeko è piuttosto chiara.
"Ho 36 anni, ma voglio giocare ad alti livelli e so che ci posso riuscire. Mi vedo all’Inter finché riesco a fare la differenza".
Un messaggio ai vertici nerazzurri, che ora dovranno adoperarsi per prolungare la sua permanenza a Milano. E in questo senso il goal al Napoli può senz'altro aver accelerato l'iter. Di sicuro ha accelerato l'Inter.


