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Smalling & MkhitaryanGetty

La Roma si affida agli ex: Smalling e Mkhitaryan ritrovano lo United

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Interpellato sulla Roma, avversaria nella semifinale di Europa League, Ole Gunnar Solskjaer ha risposto con una sincerità che non è piaciuta proprio a tutti: "Non li conosco bene". Poi, però, ha aggiunto: "Tutti sanno quanto è forte Dzeko, e hanno anche Mkhitaryan e Smalling". Il primo in odore di derby, avendo giocato - e vinto - col Manchester City. Gli altri due ex purissimi. E recentissimi.

Chris Smalling ed Henrikh Mkhitaryan, pur tra qualche problema fisico che ne ha ostacolato un percorso di continuità, rappresentano due pilastri della formazione di Fonseca. E vanno ad aggiungersi all'elenco di ex Manchester United rinati in Italia dopo le difficoltà incontrate in maglia rossa. Un elenco particolarmente nutrito: comprende anche Alexis Sanchez, Romelu Lukaku e Matteo Darmian, protagonisti del campionato da leader dell'Inter.

Poche storie: il Manchester United non rimpiange Smalling e Mkhitaryan. Perché di entrambi serba un ricordo controverso. Anche se a dire il vero, complici i guai fisici che non hanno mai abbandonato Bailly, nell'estate del 2019 il centrale arrivava a Roma con un buon bottino di presenze in Premier League: 29 e 24 nelle due stagioni precedenti, ma anche 35 - la stagione dal minutaggio più alto - nel 2015/16.

Henrikh Mkhitaryan Chris Smalling Paul Pogba Manchester United Europa LeagueGetty Images

Nonostante la decisione di abbandonarsi alla religione culinaria del veganesimo, dopo la quale ha confessato di sentirsi "sempre più forte" e di aver "ottenuto risultati migliori", dopo le prime stagioni da seconda scelta Smalling ha faticato ad essere unanimemente apprezzato da critica e tifosi. Certo, il contesto precario in cui si è barcamenato il Manchester United negli anni post Ferguson, nobilitato solo da qualche coppa nazionale e dai trionfi del 2017 con Mourinho, non lo ha aiutato.

Un rapporto, in sostanza, mai decollato completamente. Tanto che alla fine l'inglese è finito fuori dai progetti di Solskjaer, subentrato a José Mourinho nel dicembre del 2018. E dunque non sorprende che il giocatore abbia ripetuto più volte la parola "sollievo" al momento del suo acquisto a titolo definitivo da parte della Roma, all'ultimo giorno dello scorso mercato estivo:

"Ho lottato duramente per essere qui e finalmente siamo di nuovo insieme. È un grandissimo sollievo per me essere qui. Credo che tutti sapessero della mia voglia di tornare e il fatto che sia stata esaudita, anche se così vicino alla chiusura del mercato, è un grande sollievo".

La storia di Mkhitaryan al Manchester United assume contorni diversi. Lo ha voluto Mourinho al momento del suo insediamento, avendone apprezzato la qualità allo Shakhtar prima e al Borussia Dortmund poi. L'armeno faceva parte della serie di acquisti portentosi messi a segno nel 2016, scalzato solo dal colpo Zlatan Ibrahimovic e dal ritorno dalla Juventus di Paul Pogba. Ma complessivamente non è riuscito a corrispondere alle attese, piuttosto alte, riposte dall'ambiente a tinte rosse nei suoi confronti.

Una prima stagione deludente, da 4 reti in 15 presenze da titolare in Premier League. Non è andata meglio nella seconda (un goal in 11 partite), interrotta a metà dal trasferimento all'Arsenal. Lo United voleva Alexis Sanchez, Alexis Sanchez voleva lo United. E nella costosissima operazione è finito lui, Mkhitaryan, disposto (o costretto?) a trasferirsi a Londra per ritrovare se stesso e un pochino più di fiducia.

Eppure l'armeno, dopo un paio di mesi senza giocare, a partire dalle ultime settimane del 2016 era pure riuscito a far breccia nel cuore di Mou. Tanto da essere costantemente schierato da titolare nella vittoriosa campagna in Europa League e andare a segno nella finalissima contro l'Ajax, peraltro su assist di Smalling. Torre aereo del primo, acrobazia ravvicinata del secondo. La grande serata di Solna si è però rivelata un luccicante lampo nel buio.

E dunque rieccoli, Smalling e Mkhitaryan. Poco meno di quattro anni fa erano loro a chiudere i discorsi contro l'Ajax, regalando al Manchester United il suo ultimo trofeo continentale. E ora si ritrovano di fronte il proprio passato. Con rispetto, con gratitudine. Ma soprattutto con la voglia di far ricredere più di qualcuno.

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