27 novembre 2017-13 marzo 2018, sono bastati meno di quattro mesi a Vincenzo Montella per dimenticare l'esonero da parte del Milan e scrivere una pagina di storia.
Il suo Siviglia infatti, dopo lo 0-0 dell'andata, ha espugnato l'Old Trafford e si è qualificato per la prima volta nella moderna Champions League ai quarti di finale della competizione.
Una vera e propria impresa, insomma, arrivata peraltro al termine di 180' giocati decisamente meglio rispetto ai più quotati avversari allenati dal decano della Champions Josè Mourinho e nonostante la pesante assenza di Jesus Navas.
Evidentemente a Montella è bastato cambiare aria e trovare una squadra forse più votata alla sua idea di gioco palla a terra per ottenere quei risultati che al Milan non sono arrivati anche se, è bene ricordarlo, il tecnico in rossonero nel dicembre del 2016 aveva comunque alzato al cielo una Supercoppa Italiana.
Decisiva per l'impresa di Manchester è stata la mossa compiuta a un quarto d'ora dalla fine quando Montella ha deciso di richiamare in panchina un impalpabile Muriel per inserire Ben Yedder, autore della doppietta che ha regalato al Siviglia la storica qualificazione e al tecnico una serata da ricordare.
E dire che Montella, prima di oggi, aveva collezionato solo due panchine in Champions League nel 2011 quando la sua Roma venne eliminata agli ottavi dallo Shakhtar Donetsk. Il momento della rivincita è arrivato sette anni dopo: per lui e per la Roma.
Comprensibile quindi la felicità espressa da Montella davanti ai microfoni: "E' incredibile aver vinto in questo stadio speciale ed esserci qualificati ai quarti per la prima volta in 60 anni. Abbiamo fatto un'impresa ma sapevo che ci saremmo qualificati".
Il tecnico italiano, intervistato poi ai microfoni di Mediaset Premium, ha spiegato: “Sono felice che sia stato decisivo Ben Yedder. E’ stata una serata speciale in un grande stadio, sono felice di aver vinto qui. E’ un risultato prestigioso, sono contento”.
Infine un aneddoto: “Quando sono arrivato dissi scherzando a Di Francesco che sarei voluto arrivare in finale, perché così uno dei due sarebbe stato contento per l’altro”.




