"La mamma è sempre la mamma", recitava un noto spot pubblicitario. E non solo: dietro lo slogan tanta verità. Perché nessuno, in fondo, ti conosce meglio di chi ti vuole bene: lo sa anche Andros Townsend, ala dell'Everton che negli scorsi mesi ha vissuto momenti non proprio felicissimi.
Cresciuto nel Tottenham, ha vestito alcune delle maglie storiche del calcio inglese. Nel 2016, poi, il trasferimento al Crystal Palace, club in cui si mette in luce in Premier League, fino allo scorso luglio, quando il rinnovo con gli Eagles non si concretizza, rimanendo svincolato.
Si fa avanti l'Everton, non certo la prima squadra che passa, con un background e dei nomi importanti: lui non si tira indietro. Firma, pur con la consapevolezza di doversi giocare il posto da titolare nella formazione di Rafa Benitez: lo spagnolo gli dà fiducia, e fa bene.
"Devo ringraziare mia madre perché durante la settimana mi ha inviato un video compilation di tutti i miei goal".
Ha giocato contro il Southampton, quindi contro Huddersfeield in Carabao, Leeds e Brighton in Premier League: buone prestazioni, ma mancava qualcosa. Poi la svolta: contro il Burnley, a Goodison Park, i Toffees passano in svantaggio grazie al goal di Mee. Il pari arriva poco dopo con Keane, su cross di Townsend. Un assist. Ma non basta.
Più avanti prende palla, vira verso la zona centrale e fa partire un mancino imparabile dai 30 metri: goal stupendo e corsa verso i propri tifosi. Ringraziando sua madre, come fatto nel post partita, per il supporto.
"Ha montato tutti i miei goal e mi ha detto che ho bisogno di credere di nuovo in me stesso. Sono tornato indietro negli anni. Ce l'ho nell'armadietto, devo solo essere bravo a riprodurlo al momento opportuno".
Soddisfatto anche Rafa Benitez, che ha ammesso di essere stato convinto dall'esperienza condivisa al Newscastle: "Conosco la sua qualità e l'ha mostrata". Da svincolato a titolare decisivo: la rinascita di Townsend. Perché sì: "La mamma è sempre la mamma".




