Il primo obiettivo stagionale della Roma si dissolve nella notte dell'Olimpico: una prima frazione di gioco letteralmente da incubo per i giallorossi indirizza la sfida dalla parte della Cremonese, con la squadra di Davide Ballardini che, dopo aver estromesso il Napoli, fa fuori anche i capitolini e centra una clamorosa semifinale di Coppa Italia.
Dalla grande opportunità all'incubo, insomma. Sì, perché l'obiettivo della coppa nazionale rappresentava sicuramente un fattore prioritario per José Mourinho. Nient'altro che la strada più breve - tabellone alla mano - per provare a mettere le mani sul suo secondo trofeo da tecnico romanista.
E invece i buoni propositi e le legittime ambizioni sono sfociate nel brusco risveglio che ha posto fine alla corsa di Dybala e compagni, chiamati ora a veicolare l'energie sul campionato - dove la zona Champions rimane il target - e l'Europa League, della quale si ricomincerà a parlare tra una manciata di giorni.
"Ho imparato a non piangere per le sconfitte ma a guardare alle prossime sfide", la sentenza finale dello 'Special One', già proiettato alle prossime sfide, ma logicamente rammaricato per non aver potuto continuare a coltivare il sogno della decima Coppa Italia della Roma, quella che avrebbe cucito la stellina d'argento sulle maglie giallorosse.
Sulla partita, 'Mou' è lapidario:
"Complimenti alla Cremonese, che ha fatto due grandi vittorie con il Napoli e contro di noi. E se consideriamo che l'anno passato erano in serie B, i meriti sono ancora maggiori.
Noi abbiamo giocato un primo tempo orribile, di livello molto basso. Nel secondo siamo stati puniti da un errore individuale fuori dal contesto, poi ho visto una buona reazione e i nostri avversari difendersi con tanta gente".
Tra i limiti di questa Roma, secondo il suo allenatore, c'è una rosa la cui struttura fatica ad assorbire il dispendio di energie derivato dallo scendere in campo una volta ogni tre giorni.
"La nostra rosa fa fatica con le rotazioni e quindi a giocare tre partite in una settimana. A Napoli meritavamo un risultato diverso, abbiamo fatto una grande partita, e ho detto che ero orgoglioso nonostante la sconfitta, oggi non lo posso dire".
Esattamente come un anno fa, la corsa della Roma si è stoppata ai quarti di finale: era successo con l'Inter, si è ripetuto con la Cremonese nonostante gli evidenti favori del pronostico.
Morale della favola, un'occasione sprecata. L'unica Coppa Italia vinta da Mourinho, per il momento, rimane quella conquistata alla guida dell'Inter nel 2010.
In quel caso la coccarda nazionale rappresentò il primo grande tassello posto lungo il percorso che condusse verso il Triplete. Tredici anni più tardi, le prospettive sono decisamente cambiate. Come, di fatto, è cambiato anche Mourinho.
Un Mourinho per certi versi meno sfrontato, ma più realista e serafico, ma senza perdere di vista ciò per il quale è nato: vincere. Con occhi e pensieri già rivolti verso le nuove sfide.
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