C'è vita oltre il calcio? Assolutamente sì. La raccolta degli ex calciatori che hanno intrapreso una nuova occupazione, dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, è decisamente sconfinata.
Si passa da chi decide comunque di continuare ad orbitare attorno all'ambiente calcistico, seppur con ruoli differenti, a chi invece dà un taglio netto al passo 'riciclandosi' in una nuova veste.
Un esempio? Quello di Faustino Asprilla, protagonista sul palcoscenico della Serie A negli anni '90 con la maglia del Parma. Oggi, all'alba dei 52 anni, l'ex attaccante colombiano si è buttato nel ramo imprenditoriale, avviando una propria attività:
"Ho un’azienda agricola, vendo canna da zucchero al governo colombiano. E attraverso una campagna pubblicitaria commercializzo preservativi". Ha confidato l'ex gialloblù a 'La Gazzetta dello Sport'.
Per Asprilla, oggi, il calcio è un lontano ricordo nonostante qualche volta scenda ancora in campo con una squadra amatoriale di Tulua, paese dove attualmente vive.
Il ricordo dell'esperienza italiana, però, è indelebile:
"Fantastico. Al Parma mi trovai subito benissimo. Avevano appena vinto la Coppa Italia e poi assieme vincemmo la Coppa delle Coppe a Wembley e la Supercoppa Europea contro il Milan".
Con l’allenatore Nevio Scala, il rapporto non fu sempre idilliaco:
"Io non stavo alle regole. Un giorno mi voleva far correre attorno ai bastioni della Cittadella e gli dissi che non ero mica Forrest Gump. Il calcio, per me, è sempre stato divertimento. Niente regole, niente schemi".
Quello odierno, invece, è un gioco che non lo diverte:
"Lo guardo, ma sembrano tutti soldatini agli ordini dell’allenatore. Se sgarrano, fuori. Ditemi uno che dribbla al giorno d’oggi... Mi piace Vinicius del Real Madrid: un po’ mi rivedo in lui".
'Tino' ha vestito la maglia del Parma in 150 gare ufficiali segnando 43 goal tra tutte le competizioni.


