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Eduardo Vargas Atlético Mineiro@Atletico

La nuova ripartenza di Edu Vargas: oggi gioca nell'Atletico Mineiro

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Dicembre 2011, mercato invernale alle porte. Aurelio De Laurentiis gonfia il petto e a 'Radio Marte' annuncia trionfante l'acquisto dall'Universidad de Chile di Eduardo Vargas, per tutti Edu, 22 anni: “Siamo contenti di aver anticipato la concorrenza di club come Chelsea e Liverpool”. È questo il suo regalo ai tifosi. 12 mesi dopo, però, è già separazione. All'attivo del cileno si contano una ventina di presenze in Serie A (nessuna da titolare), una Coppa Italia alzata quasi senza giocare, una tripletta in Europa League all'AIK e poco, pochissimo altro.

Tra i grandi flop della storia recente del Napoli, un posticino per Vargas non può mai mancare. Perché all'epoca sono davvero enormi le aspettative sul volto nuovo del calcio cileno, trascinatore della strepitosa U di Jorge Sampaoli che a fine 2011 vince un trofeo continentale, la Copa Sudamericana, per la prima volta nella propria storia. Edu lascia il segno sia nella finale d'andata che in quella di ritorno e si piazza al secondo posto nella classifica dei migliori calciatori del Sudamerica in quell'annata, dietro al solo Neymar, che si prende il premio di Rey de America.

Salto in avanti. Novembre 2020. Dell'ormai trentunenne Edu Vargas, almeno in Europa, si sono perse le tracce da tempo. Da lunedì 9 l'ex attaccante del Napoli, che in quel 2011 lo pagò 12 milioni di euro circa, è un nuovo giocatore dell'Atletico Mineiro, formazione brasiliana in lotta per la conquista del campionato. Quest'anno, nonostante la pandemia, il club bianconero ha messo in piedi un mercato faraonico da circa 150 milioni di reais, un'enormità. L'allenatore è proprio Sampaoli. La coppia si è formata per la terza volta, dopo aver vinto tutto a Santiago ma anche con la nazionale cilena, campione della Copa America sia nel 2016 che nel 2017.

“Il nostro rapporto è molto buono – ha detto Vargas durante la conferenza stampa di presentazione – Con lui ho dato il meglio sia come giocatore che come persona. Mi ha sempre dato fiducia. Parlavo spesso con lui e lui faceva lo stesso con il mio agente, tentando di convincerlo a farmi venire qui. Ma la verità è che ero io a voler venire all'Atletico per poter lavorare nuovamente con lui”.

La coppia si era ritrovata pubblicamente poche ore prima dell'annuncio dell'Atletico Mineiro. Sulle tribune del Mineirão, come due tifosi qualsiasi, a tifare per la squadra. Vargas senza l'ok per scendere in campo, Sampaoli squalificato. Mascherine d'ordinanza a coprire naso e volto e un'esultanza contagiosa dopo ogni goal del Galo, ben 4 nel roboante poker rifilato al Flamengo nello scontro diretto.

Capelli color platino, maglia numero 10 sulle spalle nonostante si sia definito “un 9 classico, a cui piace giocare in area e segnare”, Vargas ha esordito una settimana più tardi sul campo del Corinthians. E l'ha fatto col piede giusto: un suo delizioso assist di tacco ha permesso all'ex atalantino Guilherme Arana – ex anche del Timão – di trovare la rete del momentaneo pareggio. L'Atletico, che perdeva per 1-0 dopo pochi minuti, ha rimontato imponendosi per 2-1 in trasferta e volando in vetta al Brasileirão.

Eduardo Vargas aquecimento - Corinthians Atlético-MG Brasileirão 2020Pedro Souza / Agência Galo / Atlético

Il primo stop è arrivato qualche giorno più tardi. Non in campo, ma fuori: c'era anche Vargas nella lista dei 25 positivi al Covid-19 dell'Atletico Mineiro, un elenco lunghissimo che ha privato Sampaoli (pure lui positivo) di mezza squadra per la sfida contro l'Athletico Paranaense, puntualmente persa per 2-0 in casa. Il focolaio sarebbe nato da una festa organizzata da un assistente dell'allenatore.

Vargas in Brasile aveva già giocato per un anno nel 2013, lasciando buoni ricordi al Gremio. Dal 2017 militava in Messico con i Tigres, con cui ha vinto due volte il campionato e altrettante il Campeon de Campeones, che pone di fronte i vincitori di Apertura e Clausura. Se n'è andato tra le lacrime. Della gente, ma anche sue. Il suo contratto sarebbe andato in scadenza a fine anno, ma ha preferito stringere i tempi per cambiare squadra da subito, costringendo l'Atletico Mineiro a far partire un bonifico da 7 milioni di reais (poco più di un milione di euro) in direzione Monterrey.

Vargas ha insomma trovato la propria dimensione in un calcio minore, non meno pressante di quello europeo (anzi...) ma dal tasso tecnico evidentemente inferiore. Lasciandosi definitivamente alle spalle l'anno di Napoli, tra la seconda parte del 2011/12 e la prima del 2012/13, fatta soprattutto se non solo di delusioni. Con l'unica fiamma di una tripletta in Europa League all'AIK che faceva dire a lui “non so se adesso ho messo in difficoltà Mazzarri” e a De Laurentiis “non gli abbiamo mai messo pressione, anzi, abbiamo sempre avuto fiducia nelle sue qualità”. Senza sospettare che il matrimonio si sarebbe concluso pochissimi mesi dopo.

Gremio in prestito, come si diceva. E poi il ritorno in Europa col Valencia, quindi l'Hoffenheim e infine il QPR, con tanto di rottura del crociato nel 2015. Il vero Vargas, quello che nel 2011 in Sudamerica perdeva il confronto con Neymar e pareva destinato a rimpiazzare il partente Lavezzi nei cuori dei napoletani, non c'è più. C'è solo un talento andato parzialmente perduto, che vaga per il mondo in cerca di pace interiore e intanto alza da protagonista per due volte la Copa America. Sempre sotto la guida di Sampaoli, il suo 'Sampa', “l'allenatore che più di tutti ha segnato la mia carriera”, come ha ricordato Edu qualche mese fa in una diretta Instagram.

Vargas e Sampaoli si sono nuovamente riuniti sotto lo stesso tetto. E ora l'Atletico Mineiro sogna in grande: ha tutta l'intenzione di conquistare il secondo Brasileirão della propria storia quasi 50 anni dopo il trionfo del 1971, prima edizione con la denominazione moderna. Neppure Ronaldinho, che al club ha regalato una Libertadores, è riuscito nell'impresa. Il compito di provarci, in maniera più seria che mai, ricade ora sulle spalle di Edu.

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