Era, senza dubbio, l'uomo più atteso. E sicuramente anche quello più temuto. Ma almeno questa volta, nemmeno una delle più famose leggi non scritte del calcio ha potuto scalfire la notte perfetta del Bayern Monaco.
All'Allianz Arena, infatti, non arrivava solo il Barcellona - e già questo varrebbe il prezzo del biglietto - ma arrivava il Barcellona di Robert Lewandowski. Sì proprio lui.
Otto anni, 375 partite e 344 goal. Sono questi i numeri clamorosi del centravanti polacco, tornato in quel di Monaco di Baviera per la prima volta da avversario dopo aver vinto, rivinto e stravinto con la maglia del Bayern.
Al banco di prova con il suo passato, il fuoriclasse di Varsavia ha indubbiamente pagato un filo - neanche troppo sottile - di emozione. Le tre occasioni cestinate nel primo tempo, dopo tutto, possono capitare anche a uno come lui che sotto porta non è solito perdonare.
La prima grande chanche si è materializzata al 18' quando su splendida imbeccata di Gavi, Lewandowsi ha cestinato il pallone del vantaggio calciando sopra la traversa.
Tre minuti più tardi, altro giro e altra occasione: questa volta di testa con intervento di Neuer a smanacciare compreso nel prezzo.
Il terzo tentativo quello buono? Assolutamente no, perché a due minuti dall'intervallo, il piazzato a botta sicura del nuovo 9 blaugrana ha trovato sulla sua traiettoria il prodigioso salvataggio di Mazraoui.
Nella ripresa, invece, la gara di 'Lewa' è stata scandita dai pochissimi palloni giocabili. Vuoi la crescita esponenziale del Bayern e il calo dei catalani. Vuoi soprattutto la prova gigantesca di Upamecano e Lucas Hernandez.
Due autentici francobolli sulla figura del polacco. Colossi insuperabili che hanno rovinato il suo ritorno a Monaco di Baviera. Decisamente senza effetti speciali.




