Domenica 7 maggio, il Groningen è retrocesso dall'Eredivisie alla Eerste Divisie. Si tratta, per dire, della prima squadra europea di Luis Suarez. A condannarla è stata la matematica: a tre giornate dalla conclusione del campionato sono 10 i punti di ritardo dal terzultimo posto, utile per lo spareggio con le formazioni della seconda divisione.
E dunque? Fin qui tutto abbastanza normale: una squadra di medio-basso rango che crolla al piano inferiore non fa poi troppa notizia. Certo, meglio non dirlo a Elvis Manu, esterno offensivo di quasi 30 anni, in campo 10 volte senza segnare in campionato: per lui le retrocessioni iniziano a rappresentare un po' troppo la normalità.
Manu, olandese di origini ghanesi, calciatore giramondo che nelle ultime stagioni ha giocato in Inghilterra, Turchia, Bulgaria, Cina e Polonia, ha collezionato la sesta delusione in 7 anni. Una maledizione, un incredibile sortilegio, una iella totale che, puntualmente, lo ha perseguitato anche in biancoverde.
Tutto è cominciato nel 2017, quando Manu indossava la maglia del Go Ahead Eagles: appena 6 vittorie in 34 giornate, scontato ultimo posto finale, retrocessione. Ma la sfortuna ha cominciato a seguirlo ovunque, in ogni parte d'Europa e del mondo: in Turchia col Gençlerbirligi e poi con l'Akhisar Belediyespor, in Cina col Beijing Renhe, in Polonia col Wisla Cracovia. Fino ad arrivare al Groningen.
Totale, appunto: 6 retrocessioni in 7 anni, delle quali due in un 2019 particolarmente sfortunato (prima con l'Akhisar Belediyespor, poi col Beijing Renhe). Solo due volte, dal 2017, Manu è riuscito a salvarsi: col Ludogorets e il Wisla Cracovia, due grandi di Bulgaria e Polonia, tra il 2021 e il 2022.
Certo, mica è tutta colpa sua. Anche perché, come detto, dal suo arrivo a gennaio dal Botev Plovdiv è sceso in campo appena una decina di volte in Eredivisie. In prestito dai bulgari fino a fine giugno, si prepara ora a tornare al club che ne detiene il cartellino. Con un curriculum sempre più macchiato da una lunga sfilza di retrocessioni.




