La favola, in attesa magari di ricominciare il prossimo anno, è finita. L'inevitabile è accaduto: il Pordenone è aritmeticamente retrocesso in Serie C con tre giornate d'anticipo sulla conclusione del campionato. Tre anni dopo la storia promozione in seconda serie, i Ramarri dovranno rimboccarsi le maniche e ripartire dalla categoria inferiore.
Al Teghil di Lignano Sabbiadoro, altro giro e altra delusione: il Benevento si è imposto per 4-1, incanalando immediatamente la contesa con una doppietta di Moncini e completando la propria giornata di festa nel secondo tempo, con un'altra doppietta di Farias. Solo per la cronaca la rete della bandiera messa a segno nel finale da Gavazzi. La matematica, non essendo un'opinione, non mente: a 3 giornate dalla fine, il Pordenone ha 12 punti di svantaggio dal quintultimo posto dell'Alessandria, l'ultimo valido per andare i playout.
Va lentamente e mestamente concludendosi, dunque, il pessimo ruolino di marcia del Pordenone in questa stagione. In 35 giornate di campionato i friulani hanno perso addirittura 24 volte, compresa quella di oggi, vincendo appena 3 partite e pareggiandone 8. Impossibile, in questo modo, anche solo pensare di procrastinare l'inevitabile crollo in Serie C.
A nulla è servito il classico cambio di allenatore a stagione in corso. I classici, in realtà. Al plurale. Perché il Pordenone ha iniziato con Massimo Paci, esonerandolo dopo meno di tre mesi, ha proseguito con Massimo Rastelli ma ben presto ha cacciato anche lui, affidandosi già a ottobre al cavallo di ritorno Bruno Tedino e concludendo la stagione sotto la sua guida.
La stagione della retrocessione segue a ruota la scorsa, nella quale il Pordenone aveva chiuso li campionato al quindicesimo posto, evitando per un solo punto i playout. Nel 2019/20, invece, i sorprendenti Ramarri avevano sfiorato la finale playoff da neopromossa assoluta, perdendo in casa la semifinale di ritorno contro il Frosinone dopo aver vinto quella d'andata in Ciociaria.
