E se anche le certezze vengono meno, allora il quadro della situazione inizia a farsi veramente preoccupante. La Juventus crolla, per la prima volta in campionato davanti al pubblico dell'Allianz Stadium, e incassa la quarta sconfitta del suo campionato, nonché la seconda contro il Monza di Raffaele Palladino.
Esattamente come successo all'andata - giorno del primo successo in A dei brianzoli nonché dell'esordio in panchina di Palladino - è ancora una volta il Monza a fare festa quando incrocia i colori bianconeri.
Uno 0-2 senza appelli, griffato dalle reti di Ciurria e Dany Mota, che accentua le difficoltà di una Vecchia Signora chiamata a gestire contemporaneamente le problematiche calcistiche e logicamente anche quelle extra campo, con il -15 in classifica inflitto dalla Giustizia Sportiva che di fatto ha squarciato la stagione dei bianconeri.
Contro i biancorossi è crollato, definitivamente, anche l'ultimo baluardo zebrato, rappresentato dalla certezza - ormai svanita - di avere a disposizione un solido reparto difensivo.
Dopo aver incassato appena 7 goal nelle prime 17 giornata di campionato, dalla sfida col Napoli il pacchetto arretrato dei bianconeri è andato in totale corto circuito: 5 goal incassati contro il Napoli al 'Maradona', tre contro l'Atalanta nel pirotecnico pari dello Stadium e altri due da parte di un Monza corsaro in quel di Torino.
Il tutto per un computo totale di 10 palloni raccolti dalla porta di Szczesny nelle ultime tre uscite. I tempi delle otto vittorie consecutive e degli altrettanti 'clean sheet' sembrano ormai uno sbiadito ricordo.
Ne risente tutta la squadra, ne risentono soprattutto gli interpreti di un pacchetto difensivo dove tutti stanno palesando enormi difficoltà.
Bremer - dopo la notte da incubo contro Osimhen - sembra aver svanito quel castello di certezze e solidità che avevano spinto la Juve ad assicurarselo in estate staccando un assegno da oltre 50 milioni di euro. Tra i diversi errori del brasiliano, c'è persino quello di aver provocato l'annullamento del goal del potenziale 2-1 - il suo colpo di testa è maturato in chiara posizione di offside - che avrebbe potuto riscrivere la storia del segmento finale di partita.
Un processo di involuzione che non ha risparmiato nemmeno il connazionale Danilo, solitamente tra i migliori per rendimento, ma anche lui incappato in un momento di flessione.
Al netto dell'indisponibilità di Bonucci e dell'impiego con il contagocce di Rugani, il banco di prova monzese ha messo in evidenza, ancora una volta, i limiti Federico Gatti, in evidente ritardo in occasione dello 0-2 brianzolo e alle prese con un anno da debuttante in Serie A che sta riservando parecchie insidie.
Solo e soltanto problemi, dunque, per Massimiliano Allegri che sull'organizzazione e sulla solidità difensiva ha cementato le proprie fortune e che ora si trova costretto a ridefinire i connotati di un reparto che imbarca continuamente acqua, a fronte di una classifica che fa inevitabilmente spavento.
I bianconeri, fermi a 23 punti, sono più vicini alla zona retrocessione che a quella che vale l'accesso alle coppe europee.
La penalizzazione, in tal senso, sta pesando come un macigno ma per evitare "di farsi male", come ribadito dal tecnico livornese, urge un repentino cambio di rotta, che passa inevitabilmente dal ripristino di quello che fino a poche settimane fa era il punto di forza zebrato.




