Musa Barrow è sempre stato considerato una sorta di figlio calcistico da Sinisa Mihajlovic. Bastone, carota, urlacci, il desiderio di trasformare quel talento anarchico e discontinuo in un giocatore di alto livello. Soprattutto, un rapporto di affetto vero che, da parte del gambiano, non si è spezzato nemmeno dopo la morte del proprio mentore.
E così, la dedica di Barrow dopo aver segnato il bellissimo goal del 3-0 contro l'Udinese è andata proprio a lui, a Mihajlovic. L'uomo che lo ha voluto a Bologna, che lo ha schierato con regolarità dopo gli esordi atalantini, che ha provato in ogni modo a forgiarne carattere e qualità tecniche.
"Voglio dedicare il goal alla famiglia di Mihajlovic - ha detto Barrow a 'Sky Sport' dopo il 90' - Il mister mi voleva bene".
Gli voleva bene, sì. Da allenatore, da uomo, da persona di una certa età che prova a capire un ragazzo giovane e originario di un altro paese.
"Da lui vado e dico: mister, possiamo parlare? E lui: certo - raccontava Barrow al 'Corriere dello Sport' in un'intervista del 2021 - Mi ascolta, mi dà consigli. Ogni tanto si arrabbia, ma ormai sono abituato. In certe partite mi chiama venti volte: Musaaa, Musaaa, tutti mi guardano. Ma se sbaglia, chiede scusa".
Quanto al rendimento di Barrow, l'attaccante gambiano non segnava da mesi: ultimo goal prima di oggi, lo scorso 16 ottobre a Napoli. Gara che, peraltro, la formazione di Thiago Motta aveva perso per 3-2 contro i futuri dominatori della Serie A. Poi, lunghe settimane invernali di buio senza lo straccio di una rete.
Si è finalmente sbloccato contro l'Udinese, al termine di una delle azioni più belle del campionato del Bologna: Schouten lancia Kyriakopoulos, che trova in area Moro, che lascia lì per l'accorrente Barrow, che piazza la palla di precisione alle spalle di Silvestri. Tutto stupendo. Così come la dedica a Mihajlovic.
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