Lazio, Milan e Bayern Monaco. Se tre indizi fanno, come si suol dire, fanno una prova, la prima notte di Champions League non ha fatto altro che confermare il momento estremamente complicato con cui si trova alle prese l'Inter di Simone Inzaghi.
Proprio così, perché a San Siro è andata in scena una gara di fatto senza storia. Da un lato un Bayern che ha viaggiato a frequenze altissime per ritmo e principi di gioco che hanno poi spianato la strada al doppio blitz di marca bavarese, con Onana costretto a capitolare.
Sul versante opposto, i nerazzurri hanno faticato a contenere le folate della formazione bavarese. Una manovra avvolgente, quella della truppa Nagelsmann, che ha portato l'Inter a subire ben sette tiri in porta - come segnalato da Opta - nell'arco dei primi 25'. Tra questi è ovviamente contemplato il goal dello 0-1 griffato Sané.
Una prima parte di gara in totale apnea, dunque, per Lautaro e compagni, i quali hanno provato poi ad uscire alla distanza inscenando però una gara priva di smalto e soprattutto costellata da tantissimi errori di natura tecnica che contro una macchina perfetta come quella dei campioni di Germania non ci si può di certo permettere.
Diverse le situazioni create dall'Inter, apprezzabile in fase di sviluppo, ma sicuramente deficitaria in termini di concretezza. Un male atavico che sta segnando questo primo spicchio di stagione. Un segmento iniziale che non può lasciare tranquilli: su sei partite ufficiali, l'Inter ne ha già perse tre incassando già 10 goal tra campionato e coppa.
Numeri inequivocabili che inquadrano una situazione decisamente delicata. Inzaghi, dal canto suo, ha provato a correggerla anche in corso d'opera e dopo lo 0-2 - maturato su goffa autorete di D'Ambrosio - ha rivoluzionato la squadra effettuando cinque cambi nel giro di dieci minuti.
Correa per Dzeko, Darmian per Dumfries, Dimarco per Bastoni, De Vrij per Skriniar e infine Gagliardini per Calhanoglu. Un cambio radicale a livello di interpreti che però non ha sortito nessun tipo di effetto. Sintomo evidente di una squadra che da inizio anno pare 'scarica' e molto contratta.
L'assenza di Lukaku - ancora fermo ai box - ha scalfito le certezze di una squadra che ha momentaneamente smarrito leadership e peso specifico dei suoi uomini più rappresentativi.
Sul banco degli imputati, però, c'è soprattutto una difesa che mai come quest'anno sta mostrando pericolosi segni di cedimento. Al netto dei successi contro Lecce, Spezia e Cremonese, quando l'Inter ha incrociato le traiettorie con avversari di caratura decisamente maggiore, le problematiche sono venute a galla in maniera inesorabile.
La palla passa ora a Simone Inzaghi che, prima della sosta, dovrà preparare gli impegni contro Torino e Viktoria Plzen. Due ostacoli che l'Inter è chiamata a sormontare per mettere benzina nel serbatoio e provare a dare una repentina sterzata ad un momento di evidente affanno.




