Due facce, double face, chiaro e scuro. La metafora trovatela voi, ma resta il fatto che il rendimento dell'Inter in questa stagione è stato, è e resta altalenante.
I nerazzurri, con il ko interno contro la Juventus, hanno raccolto la nona sconfitta in campionato. Per trovare uno score così negativo bisogna tornare a oltre dieci anni fa.
Nella stagione 2011/2012, quella caratterizzata da tre cambi in panchina (Gasperini, Ranieri, Stramaccioni), furono addirittura 13 le partite perse, di cui 11 nelle prime 27 gare di campionato.
E se sul treno Scudetto la squadra di Inzaghi non è mai salita, ora c'è il serio rischio di presentarsi in ritardo anche al binario per la Champions League.
Ma per assurdo è proprio l'ambito europeo quello che riequilibra le cose in casa nerazzurra. In Champions League l'Inter è tornata a giocare i quarti di finale a oltre 11 anni di distanza dall'ultima volta.
La sfida contro il Benfica sarà dura, ma guardando ai sorteggi poteva andare molto peggio. Accedere alla semifinale, dove sarebbe attesa da un derby italiano con Napoli o Milan, potrebbe riaccendere la fiammella ad una stagione fin qui passata in secondo piano.
Gli ultimi due mesi e mezzo della stagione saranno eloquenti. Inzaghi ha la possibilità di arrivare per la prima volta in carriera tra le prime 4 d'Europa, ma deve fare attenzione a non terminare fuori dalle prime 4 in Italia.
La certezza è una: vincere soltanto l'ennesima coppa nazionale non sarà questa volta sufficiente a mantenerlo in panchina.
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