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Strohmaier GuardiolaGetty Images

L'ex Bayern Strohmaier: "Guardiola mi confondeva con Korbinian Burger"

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Alzi la mano chi ha sentito nominare almeno una volta Matthias Strohmaier. Nessuno? Normale: è un calciatore come tanti altri che non ha avuto la carriera desiderata, tanto che da anni milita nelle serie minori tedesche. Nemmeno Pep Guardiola l'aveva mai sentito nominare. E lui sì, in realtà avrebbe dovuto.

Guardiola e Strohmaier si sono incrociati dal 2014 al 2016 al Bayern. Uno era l'allenatore dei bavaresi, l'altro un poco più che ventenne difensore della seconda squadra del club, un ragazzo che cercava di trovare la giusta direzione e che, nel frattempo, ogni tanto si allenava con i grandi. Con Robben, con Ribery. E agli ordini del Pep.

Il problema è che quest'ultimo, come raccontato da Strohmaier, faceva una certa confusione al momento di ricordare chi fosse chi. Tradotto: credeva che il buon Matthias, peraltro già nel giro dell'Under 19 tedesca, fosse qualcun altro. Senza essere corretto dal diretto interessato, perché quel che provava il giovane giocatore non era che ossequioso rispetto.

"Mi ha sempre chiamato Korbinian Burger- ha raccontato Strohmaier a 'Sport1' - Io avevo un rispetto così grande che non ho mai detto nulla. Pep aveva un'aura enorme. Poi a un certo punto ha chiesto di me e così ha saputo il mio nome".

Se pensate che questo Korbinian Burger sia un nome creato al momento da Guardiola, un fantasioso soprannome, vi sbagliate: si tratta di un altro difensore centrale che ha quasi 28 anni e che, come Strohmaier, oggi gioca nelle serie minori tedesche. Ai tempi anche lui faceva parte della seconda squadra del Bayern, potendo così allenarsi con i campioni bavaresi.

Nonostante il curioso aneddoto, in ogni caso, il ricordo di Guardiola da parte di Strohmaier continua a rasentare l'adulazione.

"Era affascinante quanto fosse estremamente dettagliato. In allenamento passava dal tedesco, all'inglese, allo spagnolo. Tu dovevi sempre pensare a quello che voleva. Per lui era importante il principio del gioco due contro uno".

E pazienza se, ogni tanto, anche Guardiola faceva un pochino di confusione: è umano come noi, dopotutto.

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