La stagione 2021/2022 in casa Sassuolo si sta rivelando l'ennesima opportunità per mettere in mostra tutti i gioielli dell'argenteria di casa neroverde. Se i riflettori sono spesso puntati sui talenti nostrani di Scamacca, Raspadori, Berardi e Frattesi, non può e non deve passare sotto traccia il percorso di maturazione che ha visto protagonista Hamed Junior Traoré.
Il numero 23, alla sua terza stagione in terra emiliana, si è consacrato in qualità di vero e proprio pilastro all'interno dell'intelaiatura tattica di Alessio Dionisi. Che la materia prima fosse di qualità pregiata lo si era intuito già nell'estate del 2019, quando dopo un biennio all'insegna della costante crescita con la maglia dell'Empoli e sotto di dettami di Andreazzoli, il Sassuolo fiuta l'affare e lo perfeziona sulla base di un prestito biennale in sinergia con la Juventus, la quale versa un milione di euro per assicurarsi un diritto di opzione sul giocatore, ad oggi definitivamente decaduto.
Alle porte dell'annata 19/20, il panorama calcistico italiano fa conoscenza anche con il fratello minore AmadDiallo - classe 2002 - in goal all'esordio in Serie A con l'Atalanta e successivamente ceduto al Manchester United per una cifra vicina ai 40 milioni di euro tra parte fissa e corposi bonus. Dopo una manciata di apparizioni con i 'Red Devils', prima dell'attuale prestito in Scozia ai Rangers.
Tornando a focalizzarci su Hamed Junior, il suo percorso si sviluppa all'insegna della continuità e della gradualità. Agli ordini di Roberto De Zerbi, il gioiellino ivoriano offre ripetuti saggi delle proprie qualità, ma a ritmo piuttosto cadenzato. Il motivo? Prettamente gerarchico: in quella fetta di campo, infatti, è Jeremie Boga ad avere i gradi del titolare e per il classe 2000 non resta che sfruttare al meglio le chance che di volta in volta si presentano. Tuttavia, da backup del connazionale oggi in forza all'Atalanta, il referto è di tutto rispetto: 68 presenze, 10 goal e 4 assist.
Numeri che invitano ad un'acuta riflessione all'interno dello stato maggiore emiliano, convintosi che i tempi per il proverbiale passaggio di consegne siano ormai maturi. L'addio di De Zerbi destinazione Shakhtar e quello di Boga verso Bergamo, fanno il resto.
A Traoré - acquistato a titolo definitivo per 16 milioni di euro - viene data pura carta bianca sul binario di sinistra, dove trova ideale collocazione all'interno dell'4-2-3-1, impianto di fiducia del suo nuovo allenatore Dionisi.
Un abito decisamente su misura e il resto è pura e naturale conseguenza: lasciarlo fuori diventa pressoché impossibile e l'annata in corso ha tutti i crismi della definitiva consacrazione per un giocatore destinato a stuzzicare l'appetito di parecchie squadre - nostrane e non solo - in vista della sessione estiva di calciomercato.
Il film della sua stagione 2021/2022 è sin qui un autentico capolavoro: 27 presenze, 8 goal e 4 assist e una titolarità cementata a suon di prestazioni da urlo, valse anche le prime apparizioni ufficiali in Nazionale.
Ultima, ma non per importanza, la doppietta d'autore rifilata proprio contro l'Atalanta dell'ex compagno in neroverde. Morale della favola, un investimento azzeccatissimo. E in casa Sassuolo, questa è tutto tranne che una novità.


