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Dzeko Lautaro

L'attacco dell'Inter non graffia il Liverpool: Dzeko arginato, Lautaro ancora a digiuno

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L'Inter cade a San Siro sotto i colpi del Liverpool nella gara d'andata degli ottavi di finale di Champions League. Un tonfo interno che compromette, fortemente, il destino dei nerazzurri nell'ambito della massima rassegna continentale.

Analizzando i 90' del Meazza si può apprezzare come la formazione di Simone Inzaghi abbia avuto sì il merito di rimanere in partita e di giocarsela sostanzialmente alla pari per oltre due terzi di gara, senza però mai trovare la combinazione per scardinare il bunker avversario, cosa che invece è riuscita benissimo agli inglesi, cinici e spietati nell'impartire il tremendo uno-due che a questo punto indirizza, prepotentemente, le sorti della qualificazione ai quarti di finale.

Che cosa è mancato all'Inter? Tra i temi d'analisi c'è sicuramente la prestazione sottotono del tandem d'attacco meneghino, mai in grado di graffiare nella notte di Milano. Sia Edin Dzeko che Lautaro Martinez hanno toppato l'appuntamento, sin qui, più importante della stagione inscenando una prova impalbabile che ha ovviamente condizionato tutta la fase offensiva dell'Inter.

E se il bosniaco - ben arginato ieri dalla muraglia difensiva Reds - in questo primo segmento di 2022 ha comunque offerto segnali importanti, vedasi goal decisivo nel finale contro il Venezia e zampata al 'Maradona' contro il Napoli, per il 'Toro' argentino, invece, la fase di appannamento si protrae decisamente da più tempo. Perché se Dzeko ha timbrato tre volte in Champions, Lautaro è ancora a secco dopo sette apparazioni tra gironi e fase a eliminazione diretta. Per ritrovare l'ultimo goal in Coppa dei Campioni dell'ex Racing, infatti, bisogna riavvolgere il nastro a Real Madrid-Inter del 3 novembre 2020. Per non parlare dell'ultimo squillo in coppa a San Siro, datato addirittura 5 novembre 2019.

Le cose non vanno benissimo nemmeno in ambito nazionale: il rigore in Supercoppa contro la Juve è, ad oggi, la sua unica griffe del 2022, e le sei partite consecutive senza trovare la porta sono un'ulteriore conferma circa il momento 'no' vissuto dall'attaccante sudamericano.

Morale della favola, ad Anfield servirà il proverbiale miracolo sportivo per spingere l'Inter tra le migliori otto del continente. Un'impresa dal coefficiente di difficoltà molto elevato che, a questo punto, non potrà più prescindere dai goal dei suoi attaccanti.

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