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Kalulu MilanGetty

L'affermazione di Kalulu: da oggetto misterioso a rivelazione del Milan

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Il suo innesto nel cuore dell'estate del 2020 era passato decisamente inosservato. Eppure dopo una manciata di mesi all'insegna del puro anonimato, Pierre Kalulu si sta ampiamente meritando l'etichetta di imprescindibile all'interno del pacchetto difensivo del Milan.

Come detto, i rossoneri lo hanno prelevato dal Lione di fatto due anni fa per una cifra irrisoria quantificabile attorno ai 450.000 euro. Il più classico degli investimenti di prospettiva, buono per puntellare la rosa con un'alternativa futuribile, ma pur sempre tutta da scoprire.

Il classe 2000, dal canto suo, ha posto la firma su un contratto sino al 2025, legando il proprio futuro alla causa rossonera. Dopo aver archiviato una prima stagione all'insegna del puro apprendistato con appena 725' accumulati in Serie A, la svolta è arrivata proprio nell'annata che potrebbe condurre il Milan verso il diciannovesimo Scudetto.

E' l'infortunio di Kjaer a spianare la strada al classe 2000 che scala in fretta e furia le gerarchie rossonere, scalzando sia Romagnoli che Gabbia, fino a ritagliarsi un posto al sole al fianco di Tomori. Proprio così, perché nonostante i suoi primi battiti vitali in rossonero da elemento di fascia, Kalulu si afferma in quel di Milano in qualità di centrale di difesa prendendosi i gradi da titolare a suon di solidissime prestazioni.

La casella centrale all'interno del pacchetto a quattro di Pioli si rivela un abito su misura per il ragazzo nativo di Lione che da quel momento si rende protagonista di una scalata inesorabile. Contro lo Spezia l'assist a Daniel Maldini, contro l'Empoli il primo goal in stagione dopo quello dell'anno passato a Genova. Senza dimenticare la prova di forza contro il Napoli dove ha letteralmente arginato un certo Osimhen. Tre fulgidi esempi che fotografano il campionato di altissimo profilo inscenato dal calciatore già entrato, con pieno merito, nel giro della Under 21 transalpina.

Una crescita a dir poco esponenziale e i numeri, in tal senso, parlano forte e chiaro: 36 presenze complessive, di cui 27 in Serie A e 5 in Champions League, al servizio di un Diavolo che si conferma sempre di più miglior difesa del torneo con appena tre goal subiti nelle ultime dieci partite.

In parole povere, una difesa letteralmente blindata anche grazie alla crescita del gioiellino classe 2000. Non più oggetto misterioso, bensì una solida realtà.

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