Un solo risultato a disposizione per superare, per la seconda volta nella sua storia, la fase a gironi di un Campionato del Mondo. Il Senegal aveva bisogno di una vittoria contro l’Ecuador per assicurarsi il secondo posto nel Gruppo A, e la vittoria è arrivata a Doha grazie al goal di una delle sue stelle più attese: Kalidou Koulibaly.
Con Sadio Mané fuori per infortunio, è toccato proprio all’ex centrale del Napoli prendersi in carico il ruolo di leader assoluto della squadra nel corso del torneo e, nel momento in cui più contava, sono venute fuori le sue qualità, la sua esperienza e la sua personalità.
Al 70’, ovvero appena un paio di minuti dopo la rete di Caicedo che è valsa il momentaneo 1-1, Koulibaly ha trafitto Galindez proprio nel modo in cui aveva abituato nel corso della lunghissima avventura italiana: inserimento in area avversaria sugli sviluppi di un calcio da fermo e tocco al volo per spingere il pallone oltre la linea.
Getty ImagesUn goal importantissimo per l’intera storia del calcio senegalese, il primo segnato con la maglia dei ‘Leoni della Teranga’ addosso. Sì perché Koulibaly dal momento in cui ha deciso di rappresentare il Senegal, ovvero dal settembre del 2015 (in precedenza aveva giocato con l’U-20 della Francia) e in sessantacinque partite, mai aveva trovato la via della rete con la sua Nazionale.
L’ha inseguita a lungo e segnata in un momento decisivo, tra l’altro con la fascia da capitano al braccio. Una fascia speciale sulla quale, prima della partit,a ci ha scritto un numero: il 19.
Non un numero qualsiasi, bensì quello di Papa Bouba Diop, leggenda del calcio senegalese che nel 2002 aveva trascinato la sua Nazionale fino ai quarti di finale dei Campionati del Mondo segnando tre reti (tra le quali quella storica contro i campioni del mondo della Francia all’esordio assoluto del Senegal ai Mondiali), e che proprio un 29 novembre, quello del 2020, è venuto a mancare dopo una dura lotta con la SLA.
E’ toccato all’uomo che lo scorso febbraio ha alzato al cielo il primo trofeo vinto dal Senegal nella sua storia, quello della Coppa d’Africa, omaggiarlo nel miglior modo possibile.
Nel goal di Koulibaly c’è dunque più di un sogno che continua: c’è quasi un appuntamento con il destino di un intero movimento calcistico.


