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Ivan Kaviedes-

Kaviedes, la meteora del Perugia che andava forte con le donne

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Quando Luciano Gaucci era il presidente del Perugia, i colpi di scena sul mercato non mancavano di certo: tanti i nomi andati a pescare in campionati esotici con la speranza di scovare dei campioni in erba, il più delle volte andata disattesa.

Uno di queste speranze era Ivan Kaviedes, acquistato nell'ormai lontano gennaio 1999 durante la sessione invernale di riparazione: idolo incontrastato in Ecuador con una media di oltre un goal a partita, non ci mise molto per far capire a tutti che si trovavano di fronte ad un 'bad boy' prestato al mondo del pallone.

Prima 'stranezza': niente cognome sul retro della maglia ma la scritta 'Nine' (nove in inglese), da cui deriva uno dei suoi tanti soprannomi. Eppure l'impatto con la realtà italiana fu eccellente: 3 goal (che poi rimasero gli unici) nelle prime 5 uscite, con vittime illustri come Juventus, Sampdoria e Inter. Celebre il pallonetto con cui superò lo juventino Rampulla: lancio di Nakata, stop e palombella perfetta per eludere l'uscita del portiere.

Sfortunatamente per Kaviedes la sua stella si spense ben presto, offuscata dalla fama di sciupafemmine che gli valse l'appellativo di 'Inseminator': la leggenda vuole che diverse donne lo avessero indicato come il padre naturale dei rispettivi figli, tra cui anche una ragazza ecuadoriana. Quest'ultima richiesta gli creò qualche grattacapo di troppo: all'aeroporto di Guayaquil gli fu impedito di prendere un volo per il Cile, poiché obbligato prima a verificare la paternità tramite il test del DNA.

Non solo figli presunti e da riconoscere per Kaviedes: durante l'esperienza al Perugia litigò furiosamente con Zé Maria e la conseguenza fu l'esclusione da un match di campionato. Per ripicca prese il primo volo per il Sudamerica e si rese irreperibile per due settimane, per poi tornare in Italia come se nulla fosse accaduto.

Con un comportamento del genere era praticamente impossibile pensare ad una sua permanenza al Perugia che, effettivamente, nell'estate del 1999 lo cedette in Spagna al Celta Vigo: anche qui Kaviedes non si mise in mostra per le sue doti tecniche e fu così che iniziò la carriera da giramondo che lo portò a giocare anche in Messico, Portogallo e Inghilterra, con risultati pessimi.

Ivan Kaviedes Ecuador Costa Rica 2006 World CupGetty

Le poche soddisfazioni arrivarono con la maglia dell'Ecuador, con cui partecipò ai Mondiali 2002 e 2006: nella rassegna iridata tedesca segnò anche una rete nel 3-0 rifilato alla Costa Rica e di quel momento si ricorda soprattutto l'esultanza, all'apparenza sopra le righe ma colma di un profondo significato. Kaviedes, infatti, indossò una maschera gialla stile 'Spider-Man' per ricordare Otilino Tenorio, suo ex compagno di squadra ed amico, scomparso in un tragico incidente stradale a soli 25 anni nel 2005.

Di 'Inseminator', negli ultimi anni, si sono avute notizie soprattutto per quanto riguarda i suoi problemi personali: nel 2016 venne ricoverato in una clinica per curare la dipendenza da droghe, praticamente obbligato dalla polizia con un TSO. Il tutto con una carriera agonistica ancora in corso: oggi, alla veneranda età di 43 anni, Kaviedes gioca in patria all'Aviced FC in terza serie, dove ha già dato prova della sua particolare indole.

Lo scorso 24 agosto è stato squalificato per un mese dopo aver ricevuto un'espulsione, dalla panchina, per aver innescato una rissa in seguito ad un goal avversario mal digerito: rosso diretto, peraltro, senza aver esordito con la nuova squadra, quasi un record oseremmo dire.

Il contratto con l'Aviced scadrà a dicembre e c'è già chi sostiene che verrà prolungato: d'altronde il presidente del club aveva parlato in questi termini di Kaviedes subito dopo il suo ingaggio, portandolo addirittura ad esempio per i calciatori più giovani.

"Sarà una guida per i nostri giovani che stanno per affrontare il campionato della nuova stagione. Ha perso sette chili e ha intenzione di arrivare a dieci".

Guai, però, a dimenticare la rissa da 'far west' andata in scena in strada con alcuni individui che lo avevano insultato: un 'invito a nozze' per Kaviedes che non si è fatto pregare prima di dispensare pugni e colpi come se non ci fosse un domani. Risultato? Denuncia per aggressione ed ennesimo titolo di cronaca sul suo conto. Non proprio il comportamento ideale per chi dovrebbe dare l'esempio, appunto.

Ma la vita di Kaviedes non ruota soltanto attorno al calcio e agli scivoloni mediatici: attualmente è anche imprenditore e proprietario di 'D'Kaviedes Papas e Hamburgesas', azienda di carattere familiare sorta nell'ambito del food e beverage. Questo investimento lo ha aiutato a distrarsi e a superare i problemi di droga in cui era pericolosamente piombato: di questo possiamo solo che essere felici.

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