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Antonio Mirante RomaGetty Images

L'esordio alla Juventus, la seconda giovinezza con la Roma, ora il Milan: la storia di Antonio Mirante

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Dopo essere rimasto senza contratto, a 38 anni Antonio Mirante si è rimesso in gioco accettando l'offerta del Milan, alle prese con l'infortunio di Maignan.

Quella di Mirante è una storia che parte da lontano. Dopo gli inizi nelle giovanili del Sorrento, da giovanissimo il portiere di Castellammare di Stabia viene selezionato dalla Primavera della Juventus. Risale proprio a questo periodo un aneddoto raccontato dallo stesso Mirante rispetto al suo rapporto inizialmente un po' burrascoso con Gian Piero Gasperini, ai tempi tecnico giovanile bianconero.

"Il primo giorno mi mandò a fare la doccia. Mi aveva ordinato di raccogliere i palloni tra una partitella e l’altra e io avevo fatto l’errore di rispondergli che ero stanco".

Con l'allenatore di Grugliasco vincerà il Torneo di Viareggio nel 2003, per poi ritrovarsi a Crotone in Serie B prima di dividere le proprie strade definitivamente. Nel 2006 Mirante fa ritorno alla Juventus, retrocessa d'ufficio dopo il caos Calciopoli che sconvolse l'estate italiana del pallone.

In Serie B, il portiere si ritrova a fare il vice di Buffon, trovando spazio solamente in sette partite. Ma malgrado l'uso centellinato, a modo suo anche Mirante fa parte di un pezzo della storia bianconera avendo conquistato il primo e unico campionato di Serie B disputato dal club bianconero.

Il ritorno in Serie A spinge però la Juve a cercare un altro secondo portiere. Nel pieno della maturità calcistica l'estremo difensore campano inizia il suo lungo percorso nella massima serie. Passa quindi alla Sampdoria, dove trascorre un biennio prima di trasferirsi al Parma

Nel capoluogo ducale, Mirante diventa presto un punto di riferimento. Con i gialloblu disputa sei campionati di Serie A consecutivi, contribuendo in maniera significativa ai buoni risultati messi a segno dal Parma negli anni a cavallo tra il 2000 e il 2010. Purtroppo il fallimento economico del Parma e la conseguente ripartenza dalla D fanno sì che si ritrovi senza contratto nell'estate del 2015.

Antonio Mirante, Bologna, Serie A, 15102017Getty Images

In ogni caso Mirante non deve spostarsi di troppo. A ingaggiarlo è il Bologna, che punta a blindare la porta ingaggiando un estremo difensore di esperienza e affidabilità. Ma il destino ha in serbo un brutto tiro per lui. Al termine della trasferta dei rossoblù in casa del Torino all'inizio della stagione 206/2017, Mirante accusa un malore derivante da problemi di natura cardiaca.

Sembra la fine della sua carriera. Superati i trent'anni e con un problema del genere, la testa di Mirante pare aver accettato senza troppa rassegnazione l'addio al calcio giocato.

"Nei primi 10 giorni ho pensato di tutto. Era subentrata tanta paura, mi è passata davanti tutta la carriera e non solo, anche tutta la mia vita. Avevo 33 anni, della carriera mi interessava tanto ma pensavo anche che 10 anni di Serie A me li ero fatti e che quindi potevo ritenermi fortunato. In quel momento il pensiero principale era stare bene".

Fortunatamente le cose si risolveranno senza conseguenze per il portiere, che riottiene l'idoneità sportiva e torna a giocare tre mesi dopo il malore patito nel capoluogo piemontese. Al termine di un'altra stagione a Bologna, Mirante rientra nella trattativa che porta in rossoblù il polacco della Roma Lukasz Skorupski. A 35 anni Mirante fa così ritorno in una big italiana dopo l'esperienza tra i cadetti della Juventus.

E proprio con la maglia giallorossa riuscirà anche a togliersi la soddisfazione di disputare una gara in Champions League. Nel dicembre 2018 viene schierato da Eusebio Di Francesco nell'ultima partita del girone in casa del Viktoria Plzen. Vincono i padroni di casa, ma è una sconfitta senza conseguenze per la Roma già qualificata agli ottavi. La seconda e fin qui ultima sua presenza in Champions è invece l'andata degli ottavi contro il Porto, giocata sempre in quella stagione.

In giallorosso stringe un forte legame con Daniele De Rossi, pur disputando insieme all'ex numero 16 romanista solamente una stagione. In occasione dell'ultima gara di De Rossi con la Roma, giocata per un'incredibile casualità contro il Parma, Mirante è il primo ad andare a correre ad abbracciare il suo capitano al triplice fischio dell'arbitro. Molto stretta l'amicizia anche con Edin Dzeko, suo punto di riferimento nello spogliatoio.

Al termine del contratto triennale con la Roma, Mirante si trova nuovamente senza contratto. Eppure la voglia di continuare a giocare c'è ancora. Arrivato a 38 anni, il portiere sente di avere ancora qualcosa da dimostrare. La sua grande occasione di tornare a calcare palcoscenici importanti gli viene offerta dal Milan.

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