La positività al Covid-19 gli ha evitato il lungo viaggio intercontinentale tra l'Italia e l'Argentina, ma Lautaro Martinez non è di certo rimasto a guardare: restato gioco forza in Italia, l'ex Racing ha continuato ad allenarsi come se nulla fosse, ovviamente in solitaria.
Una sosta comunque prolifica per il 'Toro', che qualche giorno fa ha potuto esultare per il tampone negativo: all'Allianz Stadium, domenica sera, sarà lui il partner di Edin Dzeko in un Juventus-Inter che si preannuncia decisivo per le sorti di entrambe le squadre.
Una sconfitta vorrebbe significare, con ogni probabilità, addio alle velleità di Scudetto, scenario che Lautaro vuole assolutamente allontanare: magari realizzando il primo goal in carriera allo Stadium, impianto dove non ha mai esultato in quattro occasioni.
La rete contro la Juventus, invece, l'ha già trovata per tre volte, in tutte le circostanze a San Siro: l'ultima è abbastanza fresca, la finale di Supercoppa Italiana giocata lo scorso 12 gennaio, grazie al rigore che ha permesso all'Inter di portarsi sull'1-1 nel primo tempo.
Insomma, servirà anche il supporto offensivo dell'argentino all'Inter per ritrovare un successo che nella Torino bianconera manca da quasi 10 anni, da quel 3 novembre 2012 e dall'1-3 con cui la squadra allora guidata da Andrea Stramaccioni superò in rimonta la 'Vecchia Signora'.
Un digiuno lunghissimo, fortunatamente per lui per nulla paragonabile a quello che ha interessato il 'Toro' in questi primi mesi del 2022: il 4 marzo, grazie alla tripletta rifilata alla Salernitana, si è sbloccato dopo due mesi e mezzo in campionato, rimanendo però a secco nei successivi impegni con Torino e Fiorentina.
Nel mezzo anche la perla di Anfield, tanto bella quanto inutile per l'Inter che deve rimettersi in marcia: 7 punti in 7 partite non sono un bottino accettabile per la squadra campione d'Italia in carica, chiamata a tirare fuori gli artigli nel momento più delicato. Proprio come Lautaro.




