Junior Moraes ce l'ha fatta. Ha lasciato l'Ucraina, e non era scontato. Ed è tornato in patria. La sua vera patria, il Brasile, il paese dove è nato e cresciuto prima di trasferirsi e acquisire la doppia cittadinanza. Il Corinthians è la sua ancora di salvezza; lui, da qualche ora, è diventato il nuovo centravanti del Timão.
Moraes ha firmato fino a dicembre 2023 dopo aver lasciato lo Shakhtar Donetsk, come annunciato ufficialmente dal Corinthians. E dunque può lasciarsi in maniera completa alle spalle settimane da incubo. Perché il suo nome era al centro di un vero e proprio caso: naturalizzato ucraino nel 2019, con tanto di convocazione in Nazionale da parte di Andriy Shevchenko, l'ex Santos si era visto vietare l'addio al paese.
Tutti i cittadini ucraini dai 18 ai 60 anni sono stati infatti chiamati alle armi dal presidente Zelensky. Senza eccezioni per i calciatori. Il tutto mentre i colleghi brasiliani di Moraes, tra i quali l'ex Sassuolo Marlon, si lasciavano il paese e la guerra alle spalle.
Ma tutto si è infine risolto positivamente, pur nel tragico contesto di questi giorni, anche per Moraes. All'inizio di marzo l'ormai ex centravanti dello Shakhtar è atterrato a San Paolo. E il Corinthians, autore di un avvio di stagione piuttosto traballante nel Paulistão, il torneo dello Stato di San Paolo, ne ha approfittato per metterlo sotto contratto.
Junior Moraes torna così a giocare in Brasile dopo la bellezza di 12 anni: lo aveva lasciato nel 2010 per tentare fortuna in Europa, tra Romania, Bulgaria e soprattutto Ucraina. Dove ha indossato le maglie delle due grandi, la Dinamo Kiev prima e lo Shakhtar poi.


