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Barella Sirigu ItalyGetty

Italia campione, Sirigu collante dello spogliatoio: "Uniti si è più forti"

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Giocare una finale dà, di per sé, una carica speciale a chiunque vi sia impegnato: se poi, a poche ore dal calcio d'inizio, ti capita di vedere su uno schermo i volti di mogli e fidanzate e la loro espressa richiesta di vincere per loro, allora il compito è tutto in discesa.

Deve aver pensato a questo Salvatore Sirigu, artefice dei messaggi motivazionali mostrati ai compagni della Nazionale prima di ogni partita, finale compresa ovviamente. Un ruolo di collante dello spogliatoio che il portiere del Torino ha svolto con entusiasmo, come ammesso ai microfoni del 'Corriere della Sera'.

"Quando non giochi hai due strade: o aspetti il tuo turno in silenzio, oppure cerchi di essere prezioso in altro modo".

La 'mossa' di toccare le corde emozionali dei colleghi è nata alla vigilia della prima uscita contro la Turchia, proseguita fino all'ultimo atto di Wembley.

"È cominciata quasi per caso, alla vigilia della gara con la Turchia. Ci stavamo cambiando e non sapevamo a cosa saremmo andati incontro. Ho scritto alcune frasi sul telefono, le ho salvate. E poi ho deciso di inviarle.

Cosa avevo scritto? Veniamo da un anno e mezzo durante il quale il calcio non è stato più lo stesso, per noi è già una vittoria entrare in uno stadio con i tifosi. Ricordiamoci che uniti si è più forti, e che più si è uniti e più si è forti. E godiamocela, perché tanti vorrebbero essere al nostro posto".

Sirigu psGetty/Goal

Le sensazioni per la finale erano positive e il risultato ha dato ragione a Sirigu, che quantomeno può affermare di essersi laureato campione d'Europa con qualche minuto trascorso in campo (quelli conclusivi di Italia-Galles).

"Le parole prima della finale? Un messaggio spero toccante, ma anche libero e positivo. Giochiamocela con il sorriso perché è un privilegio esserci, ho detto. E ancora: siamo arrivati fin qui, non può che andare in un certo modo. Avevo ragione".

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