Pubblicità
Pubblicità
Barella Berardi Retegui Italy EnglandGetty

Italia, cade il fortino delle qualificazioni europee: prima sconfitta dal 2006

Pubblicità

Anche il calcio non è esente dalla classica legge dei grandi numeri e, nel caso dell'Italia, quelli relativi al rendimento offerto nelle qualificazioni per gli Europei erano davvero ottimi: azzurri imbattuti nelle ultime tre tornate, con il percorso netto (10 vittorie su 10) verso Euro 2020 a fare da fiore all'occhiello.

Il k.o. di ieri contro l'Inghilterra ha messo fine ad una striscia positiva iniziata quasi 17 anni fa, a partire dallo sgambetto operato dalla Francia ai neo-campioni del mondo guidati da Roberto Donadoni e non più da Marcello Lippi: un 3-1 in quel di Saint-Denis a suon di sfottò tra le due tifoserie, con quella italiana a gonfiare il petto per il recente trionfo ottenuto proprio a discapito dei transalpini.

Da quel 6 settembre 2006, l'Italia ha evitato la sconfitta in 41 match consecutivi validi per le qualificazioni europee, fino all'incrocio del 'Maradona' con l'Inghilterra: 'Tre Leoni' trascinati da Kane - ufficialmente diventato il miglior marcatore di sempre della nazionale inglese con 54 reti - e desiderosi di 'rivincita' dopo la nottataccia vissuta a Wembley l'11 luglio 2021.

Se invece prendiamo in esame il solo rendimento casalingo, prima di ieri per trovare un k.o. dell'Italia bisognava tornare indietro fino all'8 settembre 1999: la squadra allenata da Dino Zoff cadde - peraltro sempre a Napoli nell'allora 'San Paolo' - al cospetto della Danimarca, capace di rimontare dal 2-0 fino al 2-3 con goal decisivo siglato da Tomasson al 64'.

La macchina del tempo si sposta fino al 20 novembre 1974, invece, per scovare l'ultimo esordio della Nazionale con sconfitta incorporata: il 3-1 imposto dall'Olanda di Cruijff all'Italia del c.t. Fulvio Bernardini, che alla fine fallirà la qualificazione all'edizione del 1976 lasciandola proprio agli olandesi, unici qualificati del girone come da regolamento dell'epoca.

Quello attuale, fortunatamente per l'Italia, prevede la qualificazione diretta per le prime due classificate, ragion per cui il margine d'errore è decisamente più elevato rispetto al passato. Guai, però, a cullarsi troppo e a pensare di avere già in tasca il pass per la Germania: commettere lo stesso madornale errore vissuto in occasione dei Mondiali russi e qatarioti, rappresenterebbe un peccato mortale che il nostro movimento non può permettersi.

Pubblicità
0