Serviva un’impresa all’Italia sul campo della Spagna per compiere un deciso passo in avanti verso la qualificazione diretta a Russia 2018, al Santiago Bernabeu invece, è arrivata una sconfitta pesantissima che complica non poco il cammino degli Azzurri.
Le Furie Rosse si sono imposte per 3-0 grazie alle reti di Isco (doppietta per lui) e dell’ex attaccante della Juventus, Alvaro Morata.
Giampiero Ventura, intervistato ai microfoni Rai dopo il fischio finale, ha ammesso: “Si è vista una differenza di condizione e qualità oggi. Anche noi abbiamo commesso degli errori e concesso dei regali. Siamo anche stati sfortunati perché nel primo tempo siamo andati sotto di due reti senza subire un tiro in porta, loro hanno segnato alla prima occasione e su calcio di punizione. Abbiamo anche avuto le nostre occasioni ma il loro portiere è stato bravo. Diciamo che in questo momento noi siamo umani, loro lo sono un po’ meno”.
Il ct Azzurro ha deciso di proporre, anche su un campo così difficile, un modulo offensivo come il 4-2-4: “Noi stiamo portando avanti un discorso e non è una partita che deve cambiare le cose. Analizzeremo tutto e e faremo certamente un passo in avanti”.
Ventura è convinto che questo risultato non inciderà sull’autostima della sua squadra: “Se così fosse vorrebbe dire che non siamo competitivi”.
In conferenza stampa, il ct Azzurro ha poi confermato: “Ho visto una differenza dal punto di vista fisico e qualitativo, quindi parlare di risultato lascia il tempo che trova. Nel primo tempo abbiamo fatto cose buone e De Gea ha fatto un miracolo su Belotti. Una partita non può cancellare tutto quello che è stato fatto prima, altrimenti mi fermo qui”.
Ventura ha anche commentato alcune critiche arrivate attraverso i social: “Io ho capito ieri di essere stato massacrato sui social per non aver fatto giocare Insigne, non c’è equilibrio. Per me conta solo il lavoro e basta”.
Ventura si aspetta una reazione dalla sua squadra: “Se ci toglie autostima una sconfitta contro una delle Nazionali più forti del mondo allora non siamo una vera squadra. Quella di oggi era una tappa, non l’arrivo. Capisco le critiche, ma non si può cancellare tutto”.
Per l’Italia il discorso qualificazione è ancora aperto: “Adesso dobbiamo fare risultato contro Israele, Albania e Macedonia, ci servono punti. Sono partite nelle quali dovremo crescere perché è inutile andare poi ai Mondiali e uscire dopo tre gare”.
