Saranno 90 minuti di fuoco per l'Italia nell'ultima giornata del girone di qualificazione a Qatar 2022: nello scenario peggiore anche una vittoria in Irlanda del Nord potrebbe non bastare per terminare al primo posto e staccare il pass senza passare dal playoff, tutto dipenderà dal confronto della differenza reti totale che per ora premia i ragazzi di Mancini (+11 contro il +9 della Svizzera).
Donnarumma e compagni troveranno una squadra con ormai più nulla da perdere, reduce da un successo di misura sulla Lituania (autorete decisiva di Satkus) valso quantomeno il terzo posto nel raggruppamento, con gli stessi punti della Bulgaria (8) che ha una differenza reti peggiore.
Sulla carta non ci sarebbe storia, ma il pericolo è sempre in agguato in questi casi: il ct Baraclough non ha convocato nessun giocatore militante nel massimo campionato nordirlandese (proseguito nonostante gli impegni delle nazionali), puntando su 22 elementi ripartiti tra le prime tre divisioni inglesi e altri 3 protagonisti nella Premiership scozzese.
I più rappresentativi, ovviamente, sono i cinque che attualmente giocano in Premier League: su tutti Jonny Evans (Leicester), senza dimenticare Craig Cathcart (Watford), Jamal Lewis (Newcastle), Conor Bradley (Liverpool) e Stuart Dallas, punto di forza di Bielsa al Leeds.
Tra i tanti talloni d'Achille dell'Irlanda del Nord, a spiccare maggiormente è l'assenza di un vero e proprio leader offensivo: le speranze in ottica futura dei britannici sono fondate sul talento del 17enne Dale Taylor, gioiello di proprietà del Nottingham Forest che proprio contro la Lituania ha esordito in nazionale maggiore giocando gli ultimi minuti. Con il numero 10 sulle spalle per giunta.
In Irlanda del Nord, Taylor è considerato un ragazzo prodigio: l'esordio nel massimo campionato con la maglia del Linfield è avvenuto a soli 15 anni, tanto da costringere parte dell'opinione pubblica ad azzardare confronti con un mostro sacro come George Best, il più grande campione nordirlandese di sempre e leggenda del Manchester United.
Un paragone sicuramente sconveniente per un ragazzo che compirà 18 anni il 12 dicembre, che rischia di agire da peso insostenibile nel prosieguo della carriera: contro l'Italia potrebbe essere addirittura schierato dal primo minuto per accelerare il processo di una rivoluzione resasi necessaria in virtù del declino iniziato nel 2016, subito dopo l'eliminazione agli ottavi di finale degli Europei per mano dei 'cugini' del Galles.
A tormentare le notti di avvicinamento al match di Belfast degli italiani è anche uno spauracchio vecchio 63 anni: nel 1958 l'Irlanda del Nord ci impedì di qualificarci alla rassegna iridata in Svezia con uno storico 2-1 che, ancora oggi, rappresenta una delle delusioni più grandi che il calcio nostrano ricordi.
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