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Hakan Calhanoglu Inter Cagliari Serie AGetty

Calhanoglu, Lautaro Martinez e l'identità: l'Inter di Inzaghi è una macchina

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Piccolo passo indietro. Non è neanche ferragosto quando Romelu Lukaku ufficializza il suo trasferimento al Chelsea: per l'Inter è già la seconda cessione importante dopo quella di Achraf Hakimi al PSG. Se vogliamo, il terzo grande addio, includendo anche quello di Antonio Conte. Un cantiere, più che una squadra.

Le incognite hanno preso il sopravvento sulla visione che l'Italia sportiva aveva dei campioni della Serie A in carica, oltretutto dopo lo stop forzato di Christian Eriksen. C'è poco da dire: l'Inter che contro il Cagliari ha guadagnato la vetta del campionato, con una rincorsa degna di chi ha vinto l'ultimo Scudetto, fa bene a guardarsi indietro e riflettere su quanto è stato fatto dall'inizio della stagione a oggi.

Merito di Simone Inzaghi, troppo spesso snobbato per il semplice e superficiale fatto di avere un palmarès non comparabile con quello del suo predecessore (nel calcio, però, non si vince coi titoli in bacheca), e della dirigenza, del club in generale che nel momento di massima difficoltà si è compattato tracciando la strada, investendo in maniera intelligente: vedi Edin Dzeko (8 goal in 16 gare in campionato), vedi anche e soprattutto Hakan Calhanoglu, su cui ancora tiene botta il dibattito tra interisti e milanisti su chi abbia fatto o meno l'affare. A dar concretezza alla realtà ci pensano, come sempre, i numeri: nelle ultime 6 gare di campionato il turco ha partecipato a 8 goal, con 5 reti e 3 assist. Sui dati non si può discutere.

E' cresciuto anche chi c'era già, intanto, come Alexis Sanchez, non più giocatore utile alla causa "una tantum", ma risorsa importante anche in virtù di una ritrovata continuità fisica: con il suo goal messo a segno contro il Cagliari salgono a 15 i marcatori diversi dell'Inter in Serie A. Nessuno ha fatto meglio, per ora.

Ma è più in generale che si comprende meglio l'importanza del progetto nerazzurro, tradotto in dati complessivi relativi all'anno solare: l'Inter ha vinto 18 partite a San Siro nel 2021, cosa che non gli è mai riuscita in un singolo anno in passato. Tra l'altro, finora ha segnato 98 goal in Serie A, a -1 dai 99 siglati nell'anno solare 1950. C'è ancora la possibilità di stracciare anche questo record.

"Stiamo facendo bene ma la nostra strada è molto lunga, essere davanti ora non conta".

Fa bene Simone Inzaghi a frenare gli entusiasmi e a concentrarsi sul lavoro, ma anche essere consapevoli di quanto prodotto può essere utile per il prosieguo: l'ultima scontitta risale al 16 ottobre, all'Olimpico contro la Lazio. L'unica, tra l'altro, in campionato. Sembra passata un'eternità: intanto l'Inter è cresciuta e cresce ancora, di nuovo al comando del campionato con gioco, spettacolo e solidità. E, soprattutto, cosa non scontata, identità.

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