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PS SpallettiGetty Images

Inter, ecco Spalletti: "Voglio riportare la squadra dove merita"

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Dopo il tribolato addio alla Roma , la trattativa con l' Inter ed il viaggio in Cina, Luciano Spalletti può finalmente presentarsi al pubblico come il nuovo allenatore della squadra nerazzurra. Parte oggi la nuova avventura dell'allenatore toscano, che cercherà di risollevare in tempi brevi il recente destino dell'Inter.

Queste le sue prime parole in conferenza stampa: "Ho scelto l'Inter per riposizionarla nel ruolo che gli compete, nella sfera che riguarda la storia di questo grande club. Me la sono immaginata come una bella storia, piena, e la voglio vivere fino in fondo. Voglio essere sia il primo attore, sia uno spettatore privilegiato. Me la voglio godere a 360°".

Spalletti continua: "Il modulo della squadra? Inizialmente sto pensando ad un 4-2-3-1, che mi sembra il più adatto. Ma poi dobbiamo essere capaci di fare tante cose diverse. E comunque la cosa più importante resta sempre l'atteggiamento. Dobbiamo essere forti e cattivi".

" Perisic ? E' da qualche anno che l'Inter non vince nulla, quindi dobbiamo fare qualcosa di diverso rispetto agli scorsi anni se vogliamo cambiare la rotta. Non esiste un giocatore singolo che può cambiare gli equilibri. Io voglio che tutti i calciatori riescano a donare qualcosa al loro compagno di squadra. Serve crescere come collettivo".

Spalletti analizza anche la situazione degli ultimi anni: "E' quasi uno scandalo che l'Inter sia rimasta ancora fuori dalle coppe, o che comunque abbia passato questi anni. Io non sono più bravo dei miei predecessori, ma sono differente. Ora si comincia a lavorare a modo mio, perché io mi fido del mio modo di fare. Chiedo ai calciatori di fidarsi di me, perché io sarò al loro fianco qualsiasi cosa accada":

"Adesso comunque non so quale sia la soluzione per riportare l'Inter dentro la sua storia, ma vedo che ci sono tutti gli ingredienti possibili per poter fare bene. Lo faremo a piccoli passi".

L'allenatore dell'Inter torna anche a parlare della Roma , e fa un paragone con i nerazzurri: "25 punti di distanza in classifica sono tanti, vuol dire che dobbiamo fare circa 9 vittorie in più di loro per agganciarli o scavalcarli. Dzeko ? Quello che ha fatto lui in questa stagione è quello che adesso noi all'Inter dovremo fare con molti giocatori. Una bella trasformazione".

PS SpallettiGetty Images

Parlando della Juventus , invece: "Loro sono da rispettare senza dubbio, gli si fanno i complimenti a Massimiliano Allegri. Io però l'anno scorso ho guardato attentamente le sfide tra Inter e Juventus e tutta questa differenza non l'ho vista, quindi li vedo più vicino. Rispetto sì, ma timore no. Non avremo paura di affrontare questa sfida".

"L'Inter mi ha contattato quando stava per finire il campionato, ma non ho preso discorsi diretti fino a quando non è finita la stagione. Dopo quella storia lì, con la Roma, questa dell'Inter era la cosa più bella che mi potesse capitare. Non credo di offendere nessuno".

Spalletti spiega anche il perché dell'addio ai giallorossi: "Alla Roma ad un certo punto sono diventato quello che divideva, e non quello che univa. In ballo c'era la questione Totti, e tutto questo ha prevalso rispetto all'amore della squadra. Evidentemente ho gestito male quella situazione, e quindi poi soffrivo la vita sul campo, e fuori, perché Roma non ti risparmia niente. Il mio lavoro è quello di unire tutti verso un unico intento, se non si ottiene questo io devo farmi da parte".

"A me non interessa quante persone l'Inter abbia contattato prima di me. Anzi, vi dimostro che ci sto bene in questa poltrona, che ci sto bello rilassato. Io sento questa sfida nerazzurra molto eccitante, e vi farò vedere che la vivrò in questo modo".

Spalletti parla anche del calciomercato: "La squadra è difficile da rinforzare, perché è già forte. Ma sarà fondamentale nn sbagliare gli acquisti, fondamentale. In questo momento stiamo monitorando tante cose e parlando anche con i nostri calciatori, per capire la loro volontà". 

L'allenatore toscano parla infine anche di Icardi : "Lui ha qualità incredibili, che non devono essere perse, perché io non vedo nessuno come lui in zona goal. Però, diamogli la possibilità di giocare anche qualche palla in più, di avere la palla addosso, di giocare anche più vicino al centrocampo se la squadra ne ha bisogno. Lui è il nostro Capitano, e dovrà essere anche bravo ad indicare il percorso ai compagni di squadra, perché non basta solo mettere in campo grande qualità".

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