Al momento del suo arrivo a Milano, molti tifosi dell'Inter già sognavano il colpo dell'anno: terzino, brasiliano come il grande ex Maicon. Almeno sulla carta, Dalbert aveva tutto per risolvere l'annoso rebus della fascia sinistra nerazzurra, da anni alla ricerca di un interprete di livello.
Anche i soldi spesi per strapparlo al Nizza sembravano rappresentare un ottimo auspicio: ben 20 milioni più bonus, cifra da top player che però ha finito per creare l'effetto contrario in Dalbert, probabilmente condizionato da questa valutazione importante.
Importanti pure le parole dette durante la conferenza stampa di presentazione, comunque propedeutiche per le classiche figuracce da campo: "Maiconha scritto grandi pagine di storia sia qui, sia con la Nazionale brasiliana. Roberto Carlosera il mio idolo, è un giocatore che ho nel cuore. Voglio cercare di emularli, sperando di conquistare i tifosi nerazzurri".
Un giocatore apparso fragile in troppe occasioni, soprattutto a livello mentale: tanti i fischi di San Siro, stadio da sempre esigente ed abituato a 'qualità ottima', di palato fine per dirla tutta.

Eppure l'inizio dell'avventura nerazzurra non è stato poi proprio da buttare dal punto di vista del minutaggio: 90 minuti contro la SPAL alla terza giornata, titolare a Crotone e contro il Genoa a Milano. A far discutere sono state le prestazioni, tutt'altro che positive: nessuna sgroppata 'alla Maicon' sulla sinistra, tanti palloni persi e passaggi sbagliati che hanno fatto presto perdere la pazienza a Spalletti che gli ha preferito Nagatomo prima e Santon poi.
Da quel momento un declino inevitabile: nessun'altra apparizione dal primo minuto in campionato, il ritorno tra i titolari soltanto agli ottavi di Coppa Italia contro il Pordenone, manco a dirlo ennesima prova negativa con tanto di bocciatura.
L'ultima apparizione nei minuti finali del match pareggiato contro la Roma: un paio di opportunità in zona avanzata, gettate alle ortiche con palloni calciati in maniera inguardabile che hanno spazientito i tifosi, stanchi di doverlo aspettare ancora.
Possiamo dire quindi, sdrammatizzando un po', che Dalbert è stato colpito dalla maledizione della fascia sinistra dell'Inter, iniziata nel lontano 1996 dopo l'addio di un certo Roberto Carlos: da allora (se escludiamo il solo Maxwell) praticamente tutti hanno fallito in quella zona di campo. Anche Dalbert, i cui 20 milioni pagati al Nizza gridano ancora vendetta.


