Panchina rossoblù, cuore nerazzurro. Walter Zenga aspettava con trepidazione l'anticipo tra Inter e Crotone. Il suo ennesimo ritorno a San Siro, il terzo da allenatore dopo aver già sfidato la squadra della propria fede alla guida di Catania prima e Palermo poi.
L'inizio della serata è andato proprio come Zenga si sarebbe aspettato: i soliti applausi, i soliti cori, la solita emozione. Già alla lettura delle formazioni, quando l'unico del Crotone applaudito da San Siro è stato proprio lui, per più di un decennio indimenticato guardiano dei pali nerazzurri.
"C'è solo un Walter Zenga": questo lo striscione srotolato dalla Curva Nord popolata dai tifosi dell'Inter, con tanto di coro dedicato all'ex 'Uomo Ragno'. Il quale si è emozionato e ha applaudito a sua volta quelli che un tempo erano i suoi sostenitori. Gesto ripetuto al termine della partita, dopo un 1-1 che ha addirittura commosso un felicissimo Zenga.
La scena più esilarante, e quella che con ogni probabilità definisce pienamente chi sia Walter Zenga, si è però avuta intorno al 20': San Siro ha intonato il coro "Chi non salta è rossonero", dedicato ai cugini del Milan, e a saltellare non è stato solo il pubblico, ma anche lo stesso allenatore del Crotone. Come un vero tifoso.
"Siamo 11 contro 11, perché non giocarcela? - ha detto Zenga a 'Sky Sport' dopo la gara, parlando della bella prestazione del suo Crotone - Ai miei giocatori ho detto di divertirsi, perché questo è uno stadio bellissimo".
E sugli applausi del pubblico dell'Inter, che hanno fatto da contraltare ai fischi assordanti riservati alla squadra, Zenga si è schernito: "Non vale: io ho giocato 473 partite con l'Inter, sono nato in curva. Non mi permetto assolutamente di giudicare l'Inter e Spalletti".
Per la cronaca, si tratta come detto della terza volta in cui Zenga sfida l'Inter da allenatore: in precedenza era salito a Milano prima con il Catania (2008/2009) e poi con il Palermo (2009/2010). Perdendo in entrambe le occasioni, com'era già accaduto quando difendeva i pali della Sampdoria. Le sconfitte più dolci della sua carriera.
