Sembra surreale, ma è successo davvero. Una domenica pomeriggio di ordinaria follia calcistica, quella vissuta nel trevigiano, sui campi di Prima Categoria del Veneto: tra insulti e decisioni forti.
Al 25' del primo tempo la squadra lascia il campo: la partita tra la Cisonese e San Michele Salsa non finirà mai. Era arrivato il momento di dire "basta", di opporsi e lanciare un messaggio chiaro, una volta in più: il razzismo, con il calcio, non deve averci nulla a che fare.
Succede che intorno alla mezz'ora di gioco, Ousseynou Diedhiou, 27enne di origini senegalesi del San Michele Salsa, si è recato dall'arbitro per chiarire una sua decisione: dalla tribuna, un grido ha rotto il silenzio. Un insulto razzista, di quelli pesanti.
Un compagno di squadra, quindi, stando alle ricostruzioni, si è rivolto al "tifoso" (definirlo tale è fuori luogo, già), rispondendogli a tono.
"Sei un ignorante!".
L'arbitro si dirige verso il giocatore ospite ed estrae il cartellino rosso: il capitano del San Michele Salsa, Miki Sansoni, ha provato a mediare con il direttore di gara. Nulla da fare: Sansoni si rivolge ai compagni, prendendo una decisione forte. Lasciare il campo.
"Non siamo solo compagni di squadra, siamo amici. Sono contento che abbiano lanciato un messaggio non solo ai presenti, ma a tutti. Qualsiasi cosa succeda la accetteremo", queste le parole di Diedhiou, riprese dal Corriere del Veneto.
"Gli insulti razzisti, in un campo da calcio, non dovrebbero più esserci nel 2021: con alcune persone purtroppo è difficile dialogare, per fortuna i giovani sono diverso", aggiunge.
Quanto accaduto a Cison di Valmarno è un episodio insieme grave e forte, per diversi risvolti.
La decisione del San michele Salsa ha trovato il pieno appoggio dei dirigenti: "Hanno fatto bene. Sappiamo che questo comporterà una penalizzazione, ma non importa. Il giudice sportivo prenda la sua decisione, noi abbiamo fatto la cosa giusta", ammette Sergio Faron, dirigente del club.
