Mugugni, dissidi, dubbi: tutto dimenticato. Lorenzo Insigne è di nuovo una delle certezze del Napoli, in procinto diripartire dopo lo stop forzato insieme al suo capitano che con gli azzurri potrebbe presto firmare un patto di sangue.
I malumori legati a contratto e futuro - complice anche il cambio di agente - sembrano ormai distanti anni luce, l'attaccante di Frattamaggiore dall'arrivo di Gattuso ha ritrovato serenità e concentrazione. Ciò che gli era mancato negli ultimi mesi della gestione Ancelotti, in un rapporto partito a mille ma poi affievolito da qualche incidente di percorso (vedi rebus sul ruolo - prima seconda punta, poi esterno di centrocampo - e battibecco a Genk).
Il nuovo ciclo ha restituito consapevolezze sia al Napoli che a Insigne, pronto a guidare la squadra con la fascia al braccio nella rincorsa all'Europa, alla Coppa Italia e nella supersfida col Barça: il caos di novembre con l'ammutinamento post-Salisburgo l'aveva portato in rotta di collisione con l'ambiente, con l'uscita dalla crisi dei partenopei la frattura si è ricomposta. Anche grazie a goal pesanti e prestazioni nuovamente convincenti.
La scintilla il 21 gennaio, con l'acuto che ha eliminato la Lazio ed è valso le semifinali di Coppa Italia: una prodezza simbolo della rinascita, davanti a un San Paolo tornato a riempirsi e cantare proprio quella notte. E' stata la svolta, perchè il capitano qualche giorno più tardi ha 'timbrato' anche la Juve e fatto definitivamente pace coi tifosi. Crescendo di partita in partita.
Getty ImagesIl Napoli che si appresta a scendere in campo può riprendere da dove aveva lasciato, con un Insigne nel motore desideroso di aumentare i giri del giocattolo costruito da Gattuso: il ritorno al 4-3-3 e l'iniezione di fiducia dell'ex Milan, nella riscossa del 24, hanno rappresentato le chiavi di volta.
"Dal primo giorno in cui è arrivato mi ha subito parlato, fatto sentire importante. Quella per me è stata una cosa positiva. Con lui ho un bellissimo rapporto".
Da una cosa, comunque, non si sfugge: seppur tra alti e bassi, chiunque si sia seduto sulla panchina azzurra ha messo Insigne al centro del progetto. Mazzarri lo ha lanciato, Benitez lo ha cresciuto, Sarri lo ha esaltato, Ancelotti lo ha responsabilizzato, Gattuso lo ha rigenerato. Ed oggi, a 29 anni, Lorenzo può dirsi completo nei piedi e nello spirito.
Dal punto di vista personale, inoltre, la partenza 2.0 può aiutarlo a rimpinguare la casella dei goal stagionali: attualmente sono 9 in 31 partite, bottino che col ritorno da esterno nel tridente (nel 2016/2017 con Sarri in quella posizione segnò 20 reti, suo record all'ombra del Vesuvio) è potenzialmente migliorabile.
Spazzate via le insicurezze Insigne guarda ad un futuro tinto d'azzurro e si avvicina a un rinnovo pluriennale, che lo renderebbe bandiera della squadra di cui è tifoso.


