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Andres Iniesta Barcelona farewellGetty Images

Iniesta lascia il Barcellona in lacrime: "La mia ultima stagione, non giocherò in Europa"

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Come Raul, come Casillas, come Xavi. Un altro leggendario one-club man di Spagna, capace di fare la storia con una delle due gloriose maglie del Clasico, continuerà la sua carriera altrove. Andrés Iniesta , il mago del passaggio, artista del gioco, lascia ufficialmente il Barcellona .

Nessuna sorpresa, considerando che l'addio di Iniesta era già cosa nota: ora però è arrivata anche l'ufficialità data dallo stesso giocatore in conferenza stampa. Dopo la sconvolgente eliminazione dalla Champions League, il classe '84 aveva già lasciato indizi riguardo i dubbi che lo tormentavano da tempo: tempo d'addio.

"Questa è la mia ultima stagione con il Barcellona" ha detto Iniesta in conferenza, davanti ai compagni di squadra, la famiglia, i dirigenti e al presidente Bartomeu, tutti presenti in sala. In lacrime, il centrocampista ha spiegato la sua scelta: "E' stata una stagione ragionata, voglio lasciare sentendomi utile, titolare, vincendo con sensazioni positive".

"Porterò l'affetto dei tifosi sempre nel mio cuore" ha continuato Iniesta tra una pausa e l'altra, quasi impossibilitato a parlare a causa delle lacrime: "Ognuno di voi mi ha reso migliore, come giocatore e persona.  Voglio ringraziare la mia famiglia, il club, la Masia, i fans".

Tra la commozione, Iniesta ha poi ricevuto un lungo applauso da parte di tutta la sala stampa: l'ennesimo, dopo quello all'Olimpico in Champions, in Coppa del Re nella finale contro il Siviglia. In attesa dell'ultimo, nel suo Camp Nou, in campionato.

Andres Iniesta Barcelona GFXGoal

Ma quale sarà il futuro di Iniesta? "Vedremo alla fine della stagione, c'è ancora da parlare. Sicuramente non affronterò più il Barcellona, fuori dall'Europa vedremo le opportunità che ci saranno" . Tradotto, addio per giocare nella Super League cinese, con la maglia del Chongqing Lifan .

Nella sua carriera, ad Iniesta è mancato solo il Pallone d'Oro: "La mia percezione del calcio non cambia con quello o senza". Un trofeo per cui France Football ha chiesto formalmente scusa, visto e considerando come un genio della sua grandezza, alla pari di altri fuoriclasse mai sul tetto più alto del mondo, non sia mai riuscito a conquistare l'alloro personale.

Ma con le sue squadre, Barcellona e Spagna, Iniesta ha vinto in maniera spropositata: con la metà Xavi, con lo scudiero Pique e i compagni di una vita Valdes e Puyol, ha conquistato tutto. Un Mondiale, due Europei, 8 Liga (presto la nona), 4 Champions League e altri 19 trofei tra Coppe Nazionali e internazionali.

E' stato in parte oscurato dall'amico Messi in termini di trofei personali, ma davanti ad un pensiero critico, oggettivo e formulato, ogni mente lucida sa cosa proviene dall'elaborazione finale: senza Don Andres, Messi non sarebbe stato Messi. Leggere l'allegato, col nome di Argentina. Adéu Andrès.

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