Le magie di Javier Pastore sembrano un ricordo lontano. Lontanissimo. Infortuni e rebus tattici hanno relegato l'argentino ai margini del progetto Roma, ma il fantasista - acquistato due anni e mezzo fa dal PSG per 25 milioni - non demorde e si rifiuta di lasciare Trigoria.
L'ultima presenza risale esattamente a 6 mesi fa:era il 28 giugno, i giallorossi affrontavano il Milan a San Siro e Fonseca gettò nella mischia Pastore nei 10 minuti conclusivi di una partita persa 2-0. Da quel momento, del 'Flaco' si son perse le tracce.
Scampoli finali di 2019/2020 in panchina, poi l'operazione all'anca in estate per risolvere un problema cronico: Pastore ha saltato l'intera preparazione alla nuova stagione, in cui risulta a zero minuti giocati e con lunghi periodi trascorsi in infermeria.
Eppure l'ultima annata sembrava essersi incanalata sui binari giusti: ottobre/novembre 2019 convincenti e prestazioni fatte di tecnica e piglio (vedi un Roma-Napoli tra gli applausi dell'Olimpico), poi l'edema osseo che lo ha costretto ai box per mezzo 2020 e ne ha bloccato la risalita. Rientro dopo il lockdown e, come detto, il guaio all'anca.
Fonseca dovrebbe riaverlo in gruppo martedì o comunque in questa settimana, ma bisognerà capire con che prospettive e quanto si vorrà puntare sull'argentino. Il 3-4-2-1 offre a Pastore due possibili slot da occupare sulla trequarti, dove però Pedro, Mkhitaryan e Lorenzo Pellegrini appaiono tra le maggiori certezze dell'allenatore portoghese (senza dimenticare i progressi di Zaniolo).
In attesa di rivederlo correre a Trigoria e nuovamente arruolabile, i dubbi che avvolgono il futuro del 'Flaco' nella Capitale non sembrano turbarlo: come fa sapere 'Il Messaggero', infatti, il sudamericano non intende risolvere nè essere ceduto.
L'obiettivo di Pastore - 31 anni e contratto con la Roma da 4,5 milioni fino al 2023 - è convincere Fonseca di essere ancora utile alla causa giallorossa: per Javier sta iniziando la partita più importante.


