E' di ieri la notizia della chiusura, da parte della Procura di Torino, delle indagini preliminari (avviate nell'estate 2021) per i reati di falso nelle comunicazioni sociali e false comunicazioni rivolte al mercato nei confronti della Juventus, società quotata in Borsa.
Tre le annualità prese in esame dalla Procura: 2018, 2019 e 2020, con bilanci redatti rispettivamente nel 2019, 2020 e 2021. A qualche ora di distanza, è arrivata la replica del club bianconero con questa lunga nota in cui si tiene a sottolineare la correttezza dell'operato svolto nel triennio contestato.
“Juventus Football Club S.p.A. comunica di aver ricevuto nella serata di ieri, lunedì 24 ottobre, la notifica di un avviso di conclusione delle indagini preliminari e un’informazione di garanzia da parte della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torino, con riferimento alla contestazione di taluni reati nei confronti della Società ai sensi del D. Lgs. 231/2001, nonché di alcuni suoi esponenti attuali e passati. L’avvio delle indagini era stato oggetto di comunicazione al mercato mediante comunicato stampa del 27 novembre 2021.
Juventus rimane convinta, anche tenuto conto degli approfondimenti di natura legale e contabile svolti dalla Società con l’ausilio dei propri consulenti e dei pareri legali e tecnico-contabili acquisiti dalla Società, di aver operato nel rispetto delle leggi e delle norme che disciplinano la redazione delle relazioni finanziarie, in conformità agli applicabili principi contabili e relativi criteri di applicazione e in linea con la prassi internazionale della football industry.
Le ipotesi accusatorie prospettate dalla Procura della Repubblica, in parte modificatesi rispetto alle originarie prospettazioni, fanno riferimento a presunti reati di falso nelle comunicazioni sociali, false comunicazioni rivolte al mercato, ostacolo all’esercizio delle autorità di pubblica vigilanza (Consob, nel caso di specie) e dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti".
Nel mirino della Procura, in particolare, operazioni ritenute di 'scambio' tra cartellini dei calciatori e gli accordi di riduzione e integrazione dei compensi dei tesserati durante l'emergenza pandemica.
"Sulla base delle sommarie informazioni a disposizione allo stato, i fatti oggetto del provvedimento attengono ai bilanci al 30/6/2019, 30/6/2020 e 30/6/2021 e sono relativi ad operazioni impropriamente dette di 'scambio' di diritti alle prestazioni sportive di calciatori e ad accordi di riduzione ed integrazione dei compensi di personale tesserato conclusi negli esercizi 2019/2020, 2020/2021 e 2021/2022".
La Juventus e i destinatari dell'avviso emesso dalla Procura avranno venti giorni di tempo per mettere a punto la strategia difensiva in base alla visione degli atti dell'indagine.
"La Società e i propri esponenti destinatari dell’avviso potranno, entro venti giorni, prendere visione ed estrarre copia degli atti di indagine ex art. 415-bis c.p.p. ai fini dell’esercizio dei propri diritti di difesa".
