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Mario Jardel Bolton Premier LeagueGetty

L'incubo di Jardel: "Nel 2002 sono stato sveglio per 7 giorni per overdose"

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In campo, in attacco, soprattutto con le maglie di Porto e Galatasaray, era implacabile: un giocatore che quando vedeva la porta riusciva a metterla dentro, in un modo o in un altro.

Mario Jardel è uno dei simboli del calcio internazionale tra la fine degli anni Novanta e l'inizio dei Duemila, ma nella sua carriera non sono mancati certo i momenti difficili.

E' passato anche dall'Italia, dalla Serie A, nel 2004 vestendo la maglia dell'Ancona per qualche presenza: prima di quell'esperienza, però, ha giocato in Premier League, dove ha vissuto la sua prima vera crisi dentro e fuori dal campo.

Scorie che si portava dietro da un episodio avvenuto nel 2002 che lui stesso ha raccontato nel corso di una puntata del Grande Fratello portoghese.

"Nel 2002 ho avuto un'overdose e sono stato sveglio ininterrottamente per 7 giorni facendo uso di cocaina".

Un periodo delicato che ha superato solo dopo parecchi anni e una battaglia costante.

"E' una lotta quotidiana. Per quelli di voi che mi guardano: non è un esempio. Facevo il calciatore, ero famoso, mi sentivo invincibile, pensavo che non mi sarebbe successo nulla".

Oggi Jardel è un uomo diverso: piange, raccontandolo, ma ringrazia la TV per avergli dato modo di veicolare un messaggio importante.

"Sono caduto e mi ci è voluto molto tempo per rialzarmi: non ho parole a sufficienza per ringraziare la TV per l'opportunità che mi sta dando. Sono vivo e oggi posso dire no alla droga".
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