Mancano tre giorni al processo generato dall'inchiesta Prisma, avviata dalla Procura di Torino nell'ambito di un'analisi approfondita dei conti della Juventus: nel mirino degli inquirenti le scritture private a garanzia che la società bianconera avrebbe stipulato con i suoi giocatori durante l'emergenza pandemica e, in un secondo momento, anche nella stagione successiva.
Aveva creato parecchio clamore la scoperta della famosa 'carta Ronaldo' da oltre 19 milioni di euro, priva della firma del portoghese (ora in forza all'Al-Nassr): da quanto emerso dalle ultime novità, però, in realtà quella firma ci sarebbe stata.
Secondo quanto riportato da 'la Repubblica', nelle indagini suppletive è contenuta un'annotazione depositata dalla Guardia di Finanza e relativa ad un gruppo WhatsApp dal nome 'Manovre stipendi 20-21', che la dice lunga sul contenuto dei messaggi scambiati tra l'avvocato Cesare Gabasio e il dirigente Federico Cherubini, affiancato dal suo braccio destro Paolo Morganti.
E' Gabasio, il 20 aprile 2021, ad informare i due sulla volontà di Ronaldo di mettere nero su bianco all'accordo privato per il pagamento posticipato degli stipendi.
"Il primo pronto a firmare è Cristiano".
Tre giorni dopo, la 'svolta': alle 13.42 è Morganti a rivelare la firma dell'asso portoghese, aggiungendo un dettaglio importante un minuto più tardi.
"Cristiano ha firmato".
"Ha una copia di tutti i documenti".
Immediata la replica di Cherubini, arrivata alle 13.44.
"Bene!".
Ronaldo, ad oggi, è l'unico calciatore - ai tempi militante nella Juventus - non ascoltato dalla Procura. Questo nuovo capitolo rischia di dare una luce diversa al suo effettivo coinvolgimento nella manovra stipendi contestata dagli inquirenti.


