L'inchiesta Prisma ha dato vita ad uno scossone all'interno del calcio italiano, con inevitabili ripercussioni dal punto di vista sportivo: oggetto delle nuove intercettazioni emerse sono gli ormai ex vertici dirigenziali della Juventus, dimessisi a fine novembre tra lo stupore più generale (ad eccezione di Cherubini).
A riportare i nuovi stralci è il 'Corriere della Sera', a partire da alcune annotazioni della Guardia di Finanza: quella più rilevante riguarda il futuro di Federico Chiesa, osservazione fatta dal d.s. Cherubini.
"Cherubini afferma che quello di Federico Chiesa non gli sembra il profilo di un giocatore che può restare tanti anni alla Juve, a causa del suo entourage molto alla ricerca di sostanziosi aumenti economici".
Un'altra annotazione si riferisce ad una telefonata intercorsa tra Andrea Agnelli e John Elkann, in relazione ad un possibile ritorno di Alessandro Del Piero in veste dirigenziale.
"Discutono su come far riavvicinare Alessandro Del Piero alla società".
Non mancano anche vere e proprie autocritiche per alcune scelte compiute in sede di mercato.
"Se metto in piedi, - afferma Agnelli - dal 2010 quando sono arrivato a oggi, le cazzate che abbiamo fatto gli ultimi tre giorni di mercato, abbiamo buttato nel cesso 60-70 milioni... Te lo dico così, spannometrico, da Anelka".
"Il nostro peggiore - le parole di Cherubini - guadagna come il migliore dell'Atalanta. Zapata prende 1,8 milioni... se compravamo un cane gli davamo 3 milioni e mezzo".
Da Cherubini anche una considerazione su Fabio Paratici e il suo modo di fare mercato.
"Siamo stati arroganti sul mercato, perché il Fabio di 5 anni prima non prende Higuain a 90, prende Gabriel Jesus a 10, e lo fa diventare uno da 90".
C'è spazio anche per un giudizio, da parte dell'allora direttore finanziario Stefano Cerrato, sul progetto della Juventus Next Gen, la squadra militante in Serie C.
"L'idea che mi sono fatto io è che quello lì è un carrozzone che abbiamo creato... te lo dico fuori dai denti, che abbiamo creato perché non sapevamo più dove mettere i giocatori. Di Fede (Cherubini,n.d.r.), non mi fido per niente sull'Under 23, ha un approccio molto emozionale".
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