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Emanuele Calaiò ParmaGetty

Il Parma resta in Serie A: 5 punti di penalizzazione nel 2018/19

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Il Tribunale della FIGC ha deciso di non declassare il Parma per l'ormai noto caso dei messaggi sospetti prima della gara Spezia-Parma, che poi ha deciso la promozione dei gialloblu in Serie A. Cinque punti di penalizzazione nella prossima stagione, mentre c'è la squalifica di due anni per Emanuele Calaiò.

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Questo il comunicato della FIGC: "Il Tribunale Federale Nazionale, presieduto dall’avvocato Mario Antonio Scino, ha comminato al Parma una penalizzazione di 5 punti da scontare nella stagione 2018-19  e una squalifica di 2 anni, più un ammenda di 20 mila euro,  al calciatore Emanuele Calaiò, in relazione al deferimento della Procura federale per la vicenda dei messaggi sospetti precedenti la gara Spezia-Parma.

“Ebbene – si legge nel comunicato del TFN - alla luce dei principi testé enunciati, questo Tribunale ritiene provato che il Calaiò, nell’inviare all’ex compagno De Col i messaggi in questione, abbia posto in essere il tentativo di illecito previsto dall’art. 7, comma 1, CGS, irrilevante essendo che, nello specifico, a tutto voler concedere, questi possa essersi riferito unicamente alla propria incolumità fisica.

E’ di tutta evidenza, invero, che anche la sollecitazione e/o l’invito ad omettere interventi di gioco sulla propria persona, ove accolta, possa ritenersi idonea, quanto meno in termini di tentativo, ad alterare l’andamento e/o lo svolgimento della gara".

Un grande sospiro di sollievo per il Parma, che in questi giorni ha provato anche la paura di dover tornare in Serie B ma che comunque ha annunciato ricorso: "Il Parma Calcio 1913 prende atto con enorme amarezza della sentenza emessa in data odierna dal Tribunale Federale Nazionale.

Riteniamo abnorme la condanna del nostro tesserato Emanuele Calaiò rispetto ai fatti all’origine del deferimento e iniqua, illogica ed in contrasto con la recente giurisprudenza sportiva la pesantissima penalizzazione per responsabilità oggettiva inflitta alla nostra società.

Confidiamo che la totale estraneità del Parma Calcio 1913 ad ogni comportamento meno che lecito venga riconosciuta già dalla Corte Federale di Appello, a cui ricorreremo in tempi brevissimi, nell’auspicio di trovare giustizia".

L'ad Luca Carra, a 'Sky', ribadisce con forza la posizione del club crociato: "Siamo in totale disaccordo con la sentenza, veniamo puniti per una cosa di cui non eravamo assolutamente a conoscenza. Calaiò? Sta vivendo un momento drammatico, 2 anni di stop sono tanti".

"Stiamo lavorando al ricorso, poi dopo averlo presentato passeranno una decina di giorni - prosegue Carra - Si andrà fino al 10 agosto, noi siamo convinti di non aver fatto nulla e vogliamo il proscioglimento. Col presidente ci siamo messaggiati confrontandoci sulla sentenza".

"C'è fiducia nel secondo grado e nella giustizia, siamo convinti di poter ottenere di meglio. La reazione è stata positiva, sia staff che calciatori vogliono restare ancora più uniti di prima per superare il momento. Siamo perplessi ed esterefatti".

Carra, infine, rivendica quanto compiuto nell'ultima stagione dal Parma: "Noi la promozione ce la siamo guadagnati sul campo come scritto dal tribunale, ora siamo macchiati da questa sentenza perchè siamo estranei e rovina un'impresa sportiva incredibile. 5 punti sono tanti, ma lotteremo per superare questa difficoltà".

Niente da fare quindi per il Palermo, che in caso di retrocessione dei crociati sarebbe stato promosso in Serie A. Resta in bilico invece il Chievo Verona per la faccenda legata alle plusvalenze fittizie con il Cesena. In caso di retrocessione, sarà il Crotone in questo caso a beneficiarne, tornando nella massima serie del calcio italiano.

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