L'impatto di Erling Haaland sul pianeta Manchester City è stato semplicemente fragoroso.
Alla prima presa di contatto con il pianeta Premier League, l'attaccante norvegese ha familiarizzato a modo suo con il calcio d'Oltremanica. Come? A suon di goal, ovviamente.
Haaland, dopo sei giornate, ha già segnato 10 goal in campionato griffando una doppietta all'esordio contro il West Ham e ben due triplette consecutive firmate contro Crystal Palace e Nottingham Forest.
L'impianto di gioco di Pep Guardiola assomiglia ad un abito su misura per le caretteristiche dell'ex centravanti del Borussia Dortmund, già determinante nelle dinamiche di gioco dei Citizens.
Un matrimonio iniziato sotto una buona stella e che certifica - se mai ce ne fosse bisogno - la bontà della scelta fatta in estate dal classe 2000.
Proprio così, perché nel corso dell'ultimo anno Haaland si è spesso interrogato su quale fosse la destinazione migliore per lui, ponderando con estrema attenzione tutte le possibilità sul tavolo.
Il padre Alfie - nel corso del documentario 'Haaland - The Choice' - ha confermato di aver analizzato in prima persona, a fianco del figlio, quale fosse la soluzione migliore.
"Lo scorso anno io e Erling ci domandavamo quale squadra avesse più bisogno di un numero 9 e abbiamo dato i voti".
Una votazione tutta in famiglia, dunque, che ha fatto pendere l'ago della bilancia in favore della formazione di Manchester. Una scelta evidentemente azzeccata.
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