Tre partite, zero vittorie e ultimo posto nel girone. E' la fotografia impietosa di una delle più grandi delusioni dei Mondiali in corso in Qatar.
Di chi stiamo parlando? Ovviamente della Serbia di Stojkovic, presentatasi ai nastri di partenza del torneo con legittime ambizioni di prolungare il proprio soggiorno in terra qatariota, e invece già costretta a fare le valigie dopo una prima fase nettamente al di sotto delle aspettative.
Un carico di premesse che non ha trovato riscontro sul rettangolo verde nonostante una rosa impreziosita da importanti individualità. In poche parole, un fallimento.
Difficile definirlo diversamente se si pensa ad una squadra che tra le proprie fila poteva vantare le stelle della nostra Serie A: l'attaccante della Juventus, Dusan Vlahovic, e Sergej Milinkovic-Savic, centrocampista della Lazio. Insieme al loro, l'altro juventino Kostic e profili di indubbio spessore come Mitrovic e Tadic.
Se il Brasile era giustamente considerata la squadra favorita all'interno del raggruppamento F, alle spalle dei verdeoro era proprio la Serbia quella maggiormente accreditata per staccare il pass con vista ottavi di finale. E invece non è bastato.
Dopo il ko all'esordio contro il Brasile, la Serbia ha cestinato una grande opportunità di rilancio contro il Camerun: in vantaggio 3-1, le Aquile si sono fatte acciuffare sul 3-3 finale. Un harakiri pagato a carissimo prezzo.
Infine, l'ultima chance - fallita anche questa - contro la Svizzera, culminata con il successo elevetico dopo un'autentica altalena di emozioni: vantaggio di Shaqiri, ribaltone firmato da Mitrovic e Vlahovic (con annessa esultanza polemica), a precedere il veemente ritorno svizzero che sull'asse Embolo-Freuler ha strappato la qualificazione.
Per la Serbia è la calata del sipario dopo una campagna mondiale da dimenticare: cinque goal fatti - paradossalmente più di tutti nel girone - ma ben otto subiti.
E' mancato il gruppo sotto tutti i punti di vista. Sono mancati gli uomini chiave: Vlahovic ha segnato nella sua unica apparizione da titolare ma non ha mai avuto modo di essere protagonista.
Milinkovic-Savic ha viaggiato a corrente alternata e se si toglie il suo goal al Camerun, del suo passaggio in Qatar rimane decisamente poco. E il resto della truppa ha di fatto seguito lo stesso trend.
Morale della favola, nessuna vittoria, due sconfitte e un misero punticino in classifica. Troppo poco per coltivare sogni di gloria. In altre parole, il capolinea.
