Pensare che una squadra appena arrivata in Serie A abbia una tradizione positiva contro il club più vincente d’Italia fa quasi sorridere. Eppure i fatti depongono per questa tesi. Perché sì, per quanto possa sembrare paradossale, lo Spezia contro la Juventus su sette precedenti ha perso solo due volte con ‘Madama’. E alcune vittorie hanno fatto la storia della società, come quella del 10 giugno 2007. Quando i liguri addirittura vinsero a Torino. E fecero infuriare nientemeno che Antonio Conte, allora allenatore dell'Arezzo.
Servono spiegazioni. A partire da una premessa: era l’ultima giornata del campionato 2006/07 di Serie B. La Juventus era già matematicamente prima e promossa, e aveva già detto addio a Deschamps. Lo Spezia affrontava gli ultimi novanta minuti con 43 punti, col Verona a 45 davanti e l’Arezzo appena dietro a 42, nel posto più sofferente di tutti: il terzultimo, valido per la retrocessione. Il quartultimo invece valeva l’ancora del playout. A cui sarebbe andato (spoiler) il Verona.
Dopo una stagione logorante, la Juventus aveva mollato il timone nelle ultime giornate. Conquistata la vittoria e la promozione sul campo dell’Arezzo, allenato da un giovane Antonio Conte alle prime armi, i bianconeri avevano tirato i remi in barca. Perdendo anche alla penultima giornata contro il Bari, prima di arrivare agli ultimi novanta minuti per la sfida interna contro lo Spezia. Mentre contemporaneamente l’Arezzo affrontava un Treviso già abbondantemente salvo, che non aveva più nulla da chiedere al campionato.
All’Olimpico di Torino la Juve si schierò senza svariati titolari: Buffon, Nedved, Zanetti, Palladino, tutti risparmiati per l’ultima. Senza rinunciare a Del Piero e a Trezeguet, che sarebbe diventato capocannoniere proprio grazie a quella partita. Eppure il colpo grosso lo fece lo Spezia: due volte in vantaggio, due volte rimontato, prima del goal decisivo del 2-3 di Nicola Padoin in una partita giocata ad altissimo ritmo. Una partita giocata con un orecchio attento a ciò che succedeva a Treviso, dove Conte e i suoi avevano rimontato lo svantaggio iniziale fino ad andare a vincere per 1-3.
Al triplice fischio, però, ci fu spazio soltanto per la festa spezzina. Un lungo sospiro di sollievo, grazie alle parate di Santoni. All’Arezzo, guidato in campo da un giovane Floro Flores, rimase soltanto la delusione. Con tanto di beffa. Perché il club toscano partiva da un -6 di penalizzazione proprio a causa dell’inchiesta Calciopoli. E quei punti furono ovviamente decisivi. Anche se Antonio Conte nel post-partita non diede tanto peso al -6, quanto al risultato di Torino, usando parole dure per quella che, quattro anni dopo, sarebbero stata nuovamente la sua squadra.
“C’è profonda delusione e profonda amarezza, rispetto tanto i tifosi juventini ma ho poco rispetto per la squadra. Retrocedere così fa male, però mi fa capire cose che già sapevo. Nel calcio si parla tanto, tutti sono bravi a parlare, adesso sembrava che i cattivi fossero fuori e che adesso ci fosse un calcio pulito, infatti siamo contenti tutti, evviva questo calcio pulito”.

Alla fine l’Arezzo venne retrocesso, perché il -6 non fu cancellato nonostante il ricorso presentato dal club nei mesi precedenti. Treviso-Arezzo finì inoltre anche nelle indagini per il calcioscommesse nel 2015. Lo Spezia invece si salvò dopo la vittoria al playout contro il Verona. La vittoria rimasta nella memoria spezzina, però, sarebbe rimasta quella dell’Olimpico di Torino. Quella che fece infuriare Antonio Conte.
