Il Milan non vinceva a San Siro da settembre, e la vittoria per 2-1 sul Bologna porta un po' di serenità a tutto l'ambiente. Lo ha ammesso nel post partita anche il tecnico Rino Gattuso, che intervenuto ai microfoni di 'Sky Sport' ha tuttavia frenato gli entusiasmi.
"Voglio ringraziare i ragazzi per la vittoria, - ha detto - mi tengo questa prestazione ma la strada è ancora lunga. Il Bologna ci ha messo in difficoltà, dobbiamo migliorare sulla fase difensiva, perché concediamo tanto agli avversari".
Quindi sull'esultanza a fine gara: "Abbiamo esultato tanto perchè in questo modo possiamo lavorare con serenità e possiamo cercare di proporre qualcosa di nuovo. - ha spiegato il tecnico rossonero - La squadra ha grande voglia e mi segue, è una vittoria importante che mancava da settembre. Adesso pensiamo alla Coppa Italia. Bisogna far tornare il Milan ai suoi livelli: occorrono delle regole, occorre senso di appartenenza".
Importanti, comunque, i segnali di crescita dimostrati dalla squadra dopo un periodo molto negativo: "Ci sono buoni giocatori, giocatori forti, ma tutto questo non basta. - ha sostenuto Gattuso - La nostra è una squadra che palleggia bene, ma non basta. Occorre fare pressione alta, occorre avere una gamba importante e quindi trovare una condizione fisica che metta la squadra in grado di fare questo. Ci vuole ancora tanto per entrare nella testa dei miei giocatori, quando vedo qualcuno che molla la presa cerco di stargli appresso".
Getty ImagesL'ex centrocampista ha ribadito quelli che sono i suoi concetti calcistici: "A volte quando chiedo a qualcuno 5 minuti di corsa sembra di avergli chiesto di scalare l'Everest. Se ci perdi un po' di tempo diventa tutto più facile. Bisogna far fatica, bisogna sacrificarsi. Vado alla ricerca di tutto questo. Non basta, ci sono dei colleghi che sono dei fenomeni e bisogna preparare le partita bene. Ho scelto 3-4 concetti da portare avanti altrimenti si fa casino".
"Ho grandissimo rispetto per Vincenzo Montella. - ha proseguito il tecnico rossonero - Il palleggio è rimasto, negli ultimi 15-20 metri si va però ad attaccare la profondità, diamo 3-4 soluzioni a chi gestisce la palla. Oggi non l'abbiamo fatto nel modo corretto, ma si vedono molte preventive per non dare campo all'avversario. Stiamo ricercando tutto questo".
Alcuni giocatori stentano ancora a raggiungere la loro miglior forma. "Non tutti hanno espresso ancora il loro massimo, - ha dichiarato Gattuso - vale anche per gli attaccanti. Bisogna metterli nelle condizioni per fare bene, ma sia Kalinic che Cutrone che Andrè Silva secondo me ci potranno dare una grossa mano. Spesso in questo momento pensano più al goal che a fare giocare bene la squadra".
"Io ho ancora negli occhi Istanbul, l'uscita dalla Champions e dalla Coppa UEFA contro il Galatasaray.- ha rivelato il nuovo allenatore del Milan - C'erano Costacurta ed Albertini che avevano vinto il mondo e che piangevano, ci tenevano molto lo stesso. Per me sono stati dei maestri che mi hanno lasciato tanto".
"Quando sono arrivato al Milan vedevo le foto di tutti i trofei e rosicavo perchè non avevo vinto niente. - ha ricordato - Mi bruciava lo stomaco perchè prima di andare via volevo lasciare una foto come quella. Dopo è vero che quando vedevo calciare Demetrio o Maldini mi sono chiesto che c***o ci facevo lì".
Infine una battuta sul clima molto rigido: "Non sentivo nulla, - ha assicurato Gattuso - potevo stare in panchina anche a petto nudo".


