Il suo lampo nella notte del Camp Nou non è bastato all'Inter per blindare definitivamente il discorso qualificazione in Champions League, ma contro il Barcellona i nerazzurri hanno ritrovato Robin Gosens.
Sul 2-2, infatti, l'Inter ha rimesso la freccia all'89': lancio millimetrico di Onana, sfera a Lautaro Martinez e cioccolatino a centro area per il laterale tedesco che - dopo una galoppata di oltre 50 metri - si è presentato puntuale all'appuntamento con il nuovo vantaggio interista, poi nuovamente livellato nel finale da Lewandowski.
Per Gosens si tratta rispettivamente del quarto goal in Champions League, primo con la maglia dell'Inter, nonché il secondo ufficiale agli ordini di Simone Inzaghi dopo quello nel derby di Coppa Italia dello scorso 19 aprile.
La rete in terra catalana, però, ha un peso specifico davvero differente: oltre a instradare l'Inter sulla rotta che conduce agli ottavi, il sinistro di prima intenzione che ha superato ter Stegen torna ad alimentare le quotazioni di un giocatore che ha dovuto maneggiare un periodo condito da qualche difficoltà di troppo e che ora punta dichiaratamente al ruolo di imprescindibile sulla corsia di sinistra in dotazione a Inzaghi.
Gosens, arrivato dall'Atalanta nel gennaio del 2022, è stato gradualmente inserito all'interno dello scacchiere interista: vuoi i postumi dell'infortunio che l'ha costretto ai box per diversi mesi, vuoi l'intoccabilità di uno straripante Perisic, per il classe 1994 i primi mesi in quel di Milano sono stati scanditi da un minutaggio piuttosto ridotto e da prestazioni che nemmeno lontanamente hanno ricordato il Gosens di Bergamo, ovvero una macchina capace di andare in doppia cifra, sia di goal che di assist.
Dopo la partenza dell'esterno croato, destinazione Tottenham, il passaggio di consegne sembrava pressoché scontato con Gosens destinato a sua volta a diventare il riferimento mancino nel 3-5-2 e a tornare progressivamente sui propri livelli.
La parte embrionale di questa stagione, però, ha messo a nudo una condizione non al top relegandolo sin qui a comprimario: il tedesco, infatti, ha vestito una maglia da titolare soltanto contro il Lecce alla prima giornata collezionando appena 208 minuti in Serie A. Senza dimenticare le voci estive che lo davano ad un passo dal Bayer Leverkusen e con il rischio concreto di salutare la Milano nerazzurra dopo una manciata di mesi
Meglio è andata sul palcoscenico della Champions: titolare contro Bayern e Viktoria Plzen, subentrato nelle due gare contro il Barcellona, la seconda delle quali potrebbe però rappresentare il punto di svolta della sua esperienza all'Inter.
La rete pesantissima infilata al Camp Nou è la classica iniezione di fiducia e autostima che può fare tutta la differenza del mondo. Al punto che Inzaghi sembra intenzionato a cavalcarne l'onda riproponendolo dal primo minuto anche nel match contro la Salernitana.
Gosens, dal canto suo, ha le idee ben chiare in testa, come rivelato ai microfoni di 'Sportmediaset'.
"Sicuramente la mia ambizione è quella di giocare di più. Non sto vivendo un momento facile a livello personale, ma sto lavorando duramente e sono veramente contento di aver potuto aiutare la squadra".
La sua risalita, dunque, parte dal Camp Nou per riscrivere i connotati di un'avventura all'Inter sin qui sotto i suoi standard, ma con tutti i margini per tornare al top.


