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Rafinha BarcelonaGetty Images

Il declino di Rafinha: da punto fermo dell'Inter a scarto del Barcellona

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Il suo mancato riscatto rappresenta uno dei maggiori rimpianti dei tifosi dell'Inter, insieme a quello di Joao Cancelo: i famigerati paletti imposti dal Financial Fair Play sono stati decisivi per far sì che Rafinha non rimanesse a Milano, nonostante un impatto indimenticabile sia sotto l'aspetto tecnico che passionale.

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Arrivato a gennaio scorso in prestito con diritto di riscatto fissato a 35 milioni più 3 di bonus (il limite per esercitarlo era il 5 giugno), Rafinha si è rivelato uno dei punti di forza dei nerazzurri che alla fine hanno conquistato la Champions League anche grazie a lui, sistemato da Spalletti nel ruolo di trequartista alle spalle di Icardi, nell'ormai consolidato 4-2-3-1.

Ruolo che gli ha permesso di siglare anche due reti contro Udinese e Sassuolo in un totale di 17 apparizioni in campionato: nonostante questi numeri più che incoraggianti, è tornato obbligatoriamente al Barcellona, dove però le cose non stanno andando come il brasiliano potesse inizialmente immaginare.

Rafinha Alcantara InterGetty Images

Se le amichevoli estive sono state foriere di soddisfazioni da mezz'ala nel 4-3-3 di Valverde (un goal alla Roma in International Champions Cup e uno al Boca Juniors nel trofeo Gamper), la stagione vera e propria può definirsi del tutto insoddisfacente: appena 111 minuti spalmati in quattro presenze (due in Liga, una in Champions e una in finale di Supercoppa di Spagna), troppo poco per uno abituato a fare il trascinatore, come da indole naturale e, di conseguenza, incontrovertibile.

Con il ritorno dei reduci dai Mondiali come Messi, Suarez, Dembélé e Coutinho, Rafinha ha visto ridursi sensibilmente il suo spazio, ridimensionato al concetto di riserva in una rosa dalla qualità assoluta in qualsiasi zona del campo. L'esatto contrario dell'Inter, dove invece il suo carisma è risultato determinante per rialzare una squadra divenuta spenta e vuota nel momento cruciale della stagione.

Un'esperienza, quella milanese, che il brasiliano ha più volte ricordato, a dimostrazione di quanto il nerazzurro gli sia rimasto nel cuore. Al 'Mundo Deportivo' ha nuovamente parlato in termini entusiastici di quei pochi ma intensi mesi: "L'affetto dei compagni e dei tifosi mi ha fatto sentire a casa. Ho ritrovato la fiducia persa e mi sono finalmente sentito di nuovo un calciatore. Pensavo che l'Inter mi riscattasse, ma alla fine è andata così. Al Barcellona sto bene ma, se a gennaio non dovessero più contare su di me, la cosa migliore sarà andare via".

Che il Barcellona non avesse intenzione di puntare di Rafinha lo si era capito negli ultimi giorni di mercato, quando il Betis è stato a un passo dal suo acquisto: probabilmente è stato lo stesso centrocampista a bloccare l'operazione, forse ancora speranzoso in un ultimo tentativo dell'Inter che però non è mai arrivato.

Spalletti ha deciso di fare all-in sul suo fidato Nainggolan, investimento che si è rivelato meno esoso rispetto a quello programmato in precedenza per il 25enne (la valutazione dei cartellini di Santon e Zaniolo, girati alla Roma, ha dato una grossa mano per arrivare al belga).

La sfida del 'Camp Nou' non avrà tra i suoi protagonisti Lionel Messi, reduce da una frattura al gomito: il favorito per la sua sostituzione resta Dembélé ma occhio proprio a Rafinha che si candida come sorpresa dell'undici titolare. In quel caso si metterebbero di fronte sentimenti contrastanti, molti dei quali probabilmente non lo hanno mai veramente abbandonato.

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