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Azeglio ViciniGetty

Il calcio in lutto: è morto l'ex CT Azeglio Vicini

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E' un giorno triste per il calcio italiano che piange la scomparsa di uno degli allenatori più amati: a 84 anni (ne avrebbe compiuti 85 a marzo) si è infatti spento Azeglio Vicini, CT dell'Italia dal 1986 al 1991. La FIGC ha disposto un minuto di silenzio prima della semifinale di Coppa Italia tra Milan e Lazio e di tutte le partite del prossimo week end.

Bresciano, classe 1933, Vicini ha avuto una buona carriera di centrocampista in Serie A a cavallo tra gli anni '50 e '60, giocando con Lanerossi Vicenza, Sampdoria (ben 7 stagioni) e Brescia. 

Successivamente entrò nei ranghi federali nel 1975, allenando la Nazionale Under-23 che dall'anno successivo divenne Nazionale Under-21: un incarico che avrebbe mantenuto per i dieci anni successivi.

Il suo lavoro con i giovani fu lungamente apprezzato, creandogli una buona reputazione rafforzata dalle felici carriere di Paolo Rossi, Cabrini, Franco Baresi e Ancelotti, tutti passati per la sua Nazionale.

La sua esperienza in Under-21 si concluse nel 1986, con l'amarissima sconfitta ai rigori contro la Spagna nella finale dell'Europeo di categoria. I rigori saranno purtroppo una costante della sua carriera, tuttavia quella delusione fu il seme della sua promozione a CT della Nazionale maggiore al posto di Enzo Bearzot. Serviva un CT in grado di rifondare la Nazionale, e lui lo fece promuovendo i suoi "ragazzi": Zenga, Maldini, Donadoni, Vialli, Mancini.

Dopo l'ottimo Europeo del 1988 in Germania Ovest, concluso in semifinale, arrivarono i Mondiali di Italia '90, dove gli Azzurri entusiasmarono un Paese intero grazie alle giocate di un giovane Roberto Baggio e ai goal di Totò Schillaci.

Il grande rammarico di Vicini resta sicuramente la semifinale persa al 'San Paolo' di Napoli contro l'Argentina dell'idolo di casa Diego Maradona, sconfitta che impedì alla sua Nazionale di giocarsi il titolo nella finale dell'Olimpico e che di fatto creò tra lui e l'allora presidente della FIGC Matarrese una frattura insanabile, che portò all'esonero nell'estate 1991, quando l'Italia era di fatto già eliminata dalle qualificazioni per Euro 92.

Dopo l'addio alla panchina azzurra Vicini è stato a lungo anche presidente dell'Associazione Italiana Allenatori e presidente del Settore Tecnico della FIGC.

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