Il cambio in corsa per il rush finale di campionato con Agostini chiamato in extremis a rimpiazzare Mazzari non è bastato. Dopo sei stagioni consecutive al piano superiore del calcio italiano, il Cagliari fa mesto ritorno in Serie B.
Si chiude con il più amaro degli epiloghi una stagione a dir poco travagliata per la formazione sarda, costretta ad annaspare sin dalle fase embrionali di un campionato vissuta in una situazione di estrema difficoltà a battagliare nei bassifondi del torneo.
Un campionato segnato, dopo sole tre partite, dall'esonero di Leonardo Semplici, rimpiazzato da Walter Mazzarri che, tra mille asperità, è riuscito a rimanere al timone sino a tre turni dalla fine, quando l'arrivo in panchina di Alessandro Agostini - bandiera del club da giocatore - non è servito per dare l'impulso decisivo nella volata salvezza.
Non sono bastati tre allenatori, dunque. Come non è bastato il solito ed encomiabile apporto di Joao Pedro. Sempre sul pezzo, sempre pronto a trascinare un gruppo fiaccato dai problemi e sempre, rigorosamente, in doppia cifra in termini di goal come avviene ormai da tre anni a questa parte.
Anche per l'attaccante brasiliano, l'annata è stata scandita dalle emozioni contrastanti. A gennaio è arrivato l'ottenimento della cittadinanza italiana che lo ha reso convocabile dal ct Roberto Mancini. Tuttavia, il suo debutto in Nazionale rimarrà - ovviamente non a causa sua - una macchia indelebile. Il ct jesino, infatti, lo ha gettato nella mischia al 'Barbera' nella notte da incubo contro la Macedonia del Nord, costata agli Azzurri il mancato approdo ai Mondiali del Qatar. Joao Pedro, con la maglia numero 9, ha fatto il suo ingresso in campo al 90' al posto di Berardi per tentare l'ultimo disperato assalto alla porta macedone e alla Coppa del Mondo. Risultato? Missione fallita.
Pochi giorni dopo, è arrivata la magra, magrissima consolazione di una maglia da titolare nell'amichevole contro la Turchia, nella quale ha beneficiato della possibilità di vestire la maglia numero 10. Gioia effimera dopo una delusione così grande.
I cui strascichi hanno accompagnato anche gli ultimi mesi in Sardegna, dove nemmeno i suoi numeri hanno potuto porre rimedio alla caduta di un Cagliari che, l'anno prossimo, sarà costretto a ripartire tra i cadetti.
Non succedeva dalla stagione 2015-2016. E Joao Pedro? All'epoca dei fatti era già un giocatore del Cagliari, alla sua seconda stagione in rossoblù e furono poi i suoi goal a riportare in A la compagine cagliaritana. A quasi sette anni di distanza, il destino lo pone davanti alla stessa missione. Mercato permettendo.


