Indossare la fascia di capitano della propria squadra rappresenta, per ogni calciatore, un indiscutibile privilegio. La fascia ben salda al braccio è ovviamente sinonimo di carisma e leadership, qualità che allenatore e compagni individuano e riconoscono nei confronti di chi avrà la possibilità di ottenere questi gradi.
Eppure il calcio ha saputo raccontarci storie tra loro assai differenti: da capitani destinati ad ergersi a bandiere dei rispettivi club, a capitani che invece - una volta indossata la fascia - hanno visto deteriorarsi il rapporto con la squadra che rappresentavano, arrivando spesso e volentieri all'addio.
Nella storia recente dell'Inter di casi simili non ce n'è stato uno, non ce ne sono stati nemmeno due, bensì tre: di chi stiamo parlando? Ovviamente degli ultimi tre capitani interisti in ordine cronologico: Mauro Icardi, Samir Handanovic e Milan Skriniar.
GettyIl 23 agosto 2015, Icardi indossa per la prima volta la fascia di capitano dell'Inter a soli 22 anni, nominato dall'allora tecnico Roberto Mancini. L'attaccante argentino segna goal a grappoli e si rivela uno degli uomini copertina nonostante i nerazzurri non stiano attraversando un periodo prolifico dal punto di vista dei risultati.
Nel cuore della stagione 2018/19 - l'ultima dell'attaccante rosarino con la maglia dell'Inter - qualcosa però si rompe in maniera insanabile. Gli attriti tra il classe 1993 e il club si fanno sempre più frequenti, fino al fatidico 13 febbraio 2019, giorno che squarcia, letteralmente, la liaison tra il calciatore e l'Inter.
Luciano Spalletti, da un anno e mezzo sulla panchina nerazzurra, e il board nerazzurro scuotono l'ambiente con una presa di posizione fortissima: via la fascia ad Icardi e Samir Handanovic nominato nuovo capitano. La reazione del numero 9 è furente, al punto da rifiutare la convocazione per il seguente match di Europa League contro il Rapid Vienna. E' soltanto il primo atto di un lungo addio che maturerà a fine stagione, con Icardi a fare prontamente le valigie destinazione PSG.
GettyDal 2019 al 2022, dunque, è toccato al portiere sloveno vestire la fascia. Un attestato di stima nei confronti di un calciatore che per un decennio abbondante è stato l'indiscusso guardiano della porta meneghina, perché per l'ex Udinese il posto non è mai stato in discussione, quantomeno sino a questa stagione, sfociata con l'approdo in nerazzurro di André Onana che, nel giro di una manciata di partite ha saputo conquistare la piena fiducia di Inzaghi, diventando il nuovo numero uno interista.
Il camerunense ha avuto sicuramente un impatto felice in quel di Milano, ma è stato indubbiamente favorito dai troppi passaggi a vuoto che hanno scandito il rendimento recente di Handanovic, al punto da attirare a sé diverse critiche, soprattutto da parte dei tifosi. Morale della favola, tanti saluti alla maglia da titolare, dopo un brevissimo periodo di alternanza, destinato a risolversi in favore dell'ex Ajax.
GettyLa perdita del posto da titolare è logicamente connessa anche alla cessione della fascia, finita in ordine gerarchico sul braccio di Marcelo Brozovic. Tuttavia, l'infortunio del croato - che non ha ancora debuttato nel 2023 - ha fatto sì che fosse proprio Skriniar a portarne i gradi in attesa del suo rientro.
Lo stesso Skriniar che da poche ore ha confermato la firma con il PSG, in attesa di capire se lo sbarco all'ombra della Tour Eiffel avverrà entro la chiusura della sessione corrente o se bisognerà attendere l'estate.
A Riyad, Skriniar è stato il capitano nella notte che ha permesso all'Inter di mettere le mani sulla seconda Supercoppa italiana consecutiva, lasciando poi ad Handanovic l'onore di sollevare il trofeo. Il tutto a pochi giorni dall'espulsione contro l'Empoli che, a conti fatti, potrebbe rappresentare la sua ultima apparizione con i colori nerazzurri.


