Zlatan Ibrahimovic non sarà uno dei protagonisti di Juventus-Milan, scontro attesissimo in programma domenica sera: lo svedese continua ad allenarsi a parte e lui stesso ha ammesso che preferirà non correre rischi, senza forzare il rientro in campo.
Colpa dell'infiammazione al tendine d'Achille che non gli permetterà di essere presente contro la sua ex squadra: queste le sue parole in una conferenza stampa organizzata durante un evento legato ad uno dei suoi sponsor.
"Vediamo giorno dopo giorno, non è un segreto: il problema al tendine c'è e non rischio le conseguenze. Voglio mantenermi per tutta la stagione, pensando che non sono mica Superman. Il problema è che lavoro troppo e mi piace soffrire".
Il Milan perde Ibrahimovic ma, al contempo, ritrova Olivier Giroud, ormai pronto per tornare al centro dell'attacco dopo la guarigione dal Covid-19.
Pioli non avrà a disposizione nemmeno Tiemoué Bakayoko, vittima di una soffusione emorragica al soleo del polpaccio sinistro: in mediana spazio a uno tra Bennacer e Tonali accanto a Kessié.
L'attaccante svedese ha avuto poi modo di commentare l'esordio in Champions League dei suoi compagni in casa del Liverpool:
"Ieri per molti era la prima volta in Champions, ma ora hanno capito che cosa significa giocare contro i migliori in Europa e nel mondo. Sono felice per miei compagni, mi ricordo alla fine dello scorso campionato quando ho chiesto chi avesse già giocato in Champions: hanno alzato la mano in due o tre. Pensavo fosse uno scherzo. Se non hai giocato in Champions, ti manca qualcosa nella tua carriera. Io aspetto di giocare in Champions a San Siro con lo stadio pieno, quella sarà vera adrenalina”.
I rossoneri hanno dimostrato di aver acquisito una mentalità che si è fatta via via più solida, soprattutto dopo l'ultima stagione:
"La testa è molto importante. E la testa ora c’è, ma il fisico non mi segue sempre. Purtroppo non sempre vanno d’accordo. Ma se non sei preparato con la testa, il fisico non c’è. Penso di aver trasmesso ai compagni la giusta mentalità. Hanno capito cosa serve per arrivare in alto. Ma se l’anno scorso siamo arrivati secondi vuol dire che manca qualcosa per vincere. La squadra lo sa e lavora tutti i giorni per fare di più e migliorare. Tutti hanno voglia e fame, anche i nuovi hanno compreso la mentalità di questo gruppo. Occorre capire cosa bisogna fare per continuare a restare al top. Servono sacrificio e lavoro, la qualità c’è”.




